Arrivano nuovi dettagli sull’attentato avvenuto in provincia di Rouen, nella chiesa di Saint-Etienne-du Rouvray a opera di due uomini armati di coltelli.

Nel violento assalto è stato ucciso l’86enne prete Jacques Hamel, sgozzato dai due terroristi che prima si sono prodotti in una specie di sermone in arabo nei pressi dell’altare – racconta una delle due suore sequestrate e – e poi hanno costretto il parroco a inginocchiarsi. A quel punto Hamel ha opposto resistenza ed è in quel momento che i due hanno deciso di sgozzarlo davanti a tutti e – affermano i testimoni – filmando l’accaduto.

50 anni di servizio sacerdotale alle spalle, anziano ma ancora desideroso di essere utile alla comunità. Così i fedeli descrivono Jacques Hamel. Un collega lo descrive come “un uomo di pace, un buon sacerdote che è stato sempre al servizio delle persone, molti parrocchiani lo conoscevano bene”.

Nel frattempo l’altra persone che era stata ferita in maniera grave nell’attacco sembra aver superato la fase critica del ricovero in ospedale e ora non si troverebbe più in pericolo di vita.

Nella chiesa è stato rinvenuto anche un ordigno esplosivo e un’arma finta, raccontano fonti della stampa locale, segno che forse i due attentatori erano decisi a farsi saltare in aria prima che irrompessero le teste di cuoio.

L’intervento di questi non è stato dei più semplici, in quanto la coppia di terroristi ha usato gli ostaggi come scudi umani, impedendo una prima raffica di colpi, avvenuta solo dopo che i due sono usciti dalla chiesa insieme alle suore.

Scoperta intanto l’identità dei due killer. Il primo si chiama Adel Kermiche, di appena 19 anni, già arrestato due volte per aver tentato di arruolarsi in Siria tra le milizie jihadiste. Il ragazzo, che indossava un braccialetto elettronico da quando era uscito dal carcere, si sarebbe radicalizzato nell’ultimo anno e mezzo dopo i fatti di Charlie Hebdo. L’altro attentatore è invece un minorenne algerino, fratello di un’altra persona già in stato di arresto.

Sull’attentato si stende l’ombra dell’Isis che tramite la sua agenzia ufficiale ha rivendicato quanto avvenuto come parte della lotta delle sue milizie all’estero: una guerra che il Presidente Hollande si è detto ieri disposto a combattere per evitare altri eventi simili.