Con una nota diffusa dal procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati, la procura del capoluogo lombardo ha reso pubblico l’avviso di chiusura delle indagini a carico di Silvio Berlusconi e di una trentina di altre persone, indagate nell’ambito dell’inchiesta nota come Ruby Ter su un presunto condizionamento di testimoni. Questo atto di chiusura delle indagini dovrebbe essere seguita o dalla presentazione delle richieste di rinvio a giudizio oppure dall’archiviazione.

L’inchiesta ha avuto origine dalle motivazioni delle sentenze dei processi di primo grado nei confronti di Silvio Berlusconi, Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti, con le quali il Tribunale rinviava gli atti alla procura perché procedesse per valutare un eventuale condizionamento dei testimoni. Secondo l’accusa, l’ex premier avrebbe versato circa 10 milioni di euro alle ospiti nelle sue dimore – sette sarebbero andati a Ruby Rubacuori -, per pagare la loro falsa testimonianza nel processo in cui Berlusconi era accusato di concussione e prostituzione minorile – e che ricordiamo si è concluso con l’assoluzione definitiva del Cavaliere. La cifra finale è la somma di versamenti di denaro, regali, case a disposizione, pagamenti di bollette e spese mediche. Secondo il Pubblico Ministero questi versamenti sarebbero avvenuti dal “23 novembre 2011 alla data odierna” – ovvero ieri.

Oltre a Silvio Berlusconi rischierebbero il processo altre 33 persone, accusate di concorso in corruzione giudiziarie e falsa testimonianza. Tra di loro ci sarebbe pure Carlo Rossella e l’avvocato Luca Giuliante – che secondo l’accusa sarebbe il presunto corruttore di Ruby per conto di Berlusconi. Tra gli indagati ci sarebbero anche la senatrice di Forza Italia Maria Rosaria Rossi e il cantante Mariano Apicella, così come la funzionaria di Polizia, Giorgia Iafrate – il Pm la accusa di aver detto il falso su come venne affidata Ruby a Nicole Minetti una sera di maggio del 2010, dopo che era stata arrestata per furto. Nell’atto non risultano i nomi degli avvocati Piero Longo e Niccolò Ghedini, la cui posizione è stata stralciata.

Fonte | Repubblica.it