Una di quelle storie che non vorresti mai sentire, la malattia che porta via un bambino pieno di vita, che giocava a rugby e sorrideva sempre.

E’ accaduto a Martellago, piccolo comune italiano di 21.532 abitanti della città metropolitana di Venezia in Veneto. Giovanni Maretto, sette anni e atleta del Mogliano, una delle squadre più in vista di tutto il movimento rugbystico italiano, è starto sconfitto dalla leucemia.

Ha lottato sin dal primo giorno: i medici gli avevano diagnosticato una brutta forma di leucemia già alla tenera età di due anni e mezzo; Giovanni ce l’ha messa tutta, ha combattuto sempre con tanto impegno.

La morte lo ha colto nella sua casa, a Martellago, circondato dall’affetto dei genitori e dopo un lungo, doloroso, calvario.

Un male che ancora oggi miete vittime e che anche i medici faticano ad arginare. E pensare che, all’inizio, le cose sembravano andare bene, con la malattia che si era “nascosta” per poi ripresentarsi, veemente, nel gennaio del 2014.

Serviva un trapianto come unica ancora di salvezza, per dare ancora un po’ di fiducia a papà Enrico e mamma Daniela. Donatore trovato nella figura del fratello maggiore di Giovanni.

Ma anche il trapianto non è stato sufficiente: la malattia è tornata e per Giovanni non c’è stato nulla da fare. Giovedì, alle 10, il funerale nella sala del Commiato a Spinea: “Siamo vicini alla famiglia – ha detto il sindaco Monica Barbieroho chiamato la mamma, mi ha raccontato il loro calvario. Ho trovato una donna e una famiglia molto forte, da parte mia posso dire che avranno tutto il sostegno dell’amministrazione comunale”.