Le prime ruspe sono arrivate ad Ostia alle sette del mattino. Poi è arrivato – poco prima delle nove – l’annuncio via Twitter del senatore Pd Stefano Esposito, torinese, ma commissario del suo partito nel X municipio sul litorale sud di Roma: “Ad #ostia si comincia Abbattimento dei chioschi abusivi“. Poco dopo arriva anche la conferma del commissario Pd a Roma Matteo Orfini: “Con @stefanoesposito a Ostia. Si comincia a rimuovere gli abusi sulla spiaggia di Castel Porziano“. Qualche ora prima aveva scritto che “Tar nega sospensiva:i varchi nel lungomare di Ostia apriranno. Nostra battaglia per la legalità continua,restituiremo ai romani il loro mare“.

Perché sono arrivate le ruspe? Per farla breve bisogna dire che il litorale romano assomiglia in maniera un po’ troppo preoccupante ad una terra di Camorra come Casal di Principe: qui i confini tra cosche, imprenditoria e politica si assottigliano fino a scomparire. Non ci si può quindi stupire se un mese dopo l’operazione Tramonto della Guardia di Finanza – si tratta di un’inchiesta che fa luce sui boss malavitosi che riciclano i proventi dei loro affari illegali reinvestendoli negli stabilimenti balneari – l’amministrazione rinnova tutte le concessioni demaniali. E negli ultimi tempi sembra che diverse indagini si stiano saldando – da quelle su Mafia Capitale alle inchieste sul mare di Roma – e quindi un po’ di politici ed imprenditori locali si stanno aspettando una nuova ondata di arresti.

Ora si cerca in qualche modo di riportare la situazione verso la normalità/legalità. Un primo passo è rappresentato dallo smantellamento di questi chioschi e ristoranti abusivi. Come spiega Alfonso Sabella, assessore alla legalità del comune di Roma: “Demoliremo gli abusi accertati dalla Procura, dalle sentenze del Tar e dall’ufficio tecnico del Municipio X. Chioschi che dovevano avere un’estensione tra i 60 e 65 metri quadrati sono diventati megastrutture molto fatiscenti che superavano i 600 metri quadrati“.

Gli abusi non si fermavano qui, visto che gli abusi avevano portato alla costruzione di barriere “messe in maniera illegale“. Come spiega Stefano Esposito “dietro questa vicenda c’è la rappresentazione di una situazione che ad Ostia da alcuni è vissuta come normale. Intendiamo procedere all’abbattimento dei cancelli“. E conclude “Si provvederà con gli strumenti che saranno necessari. Difficilmente potremo abbattere i chioschi abusivi con il piccone” aveva concluso.

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