La diatriba diplomatica tra Russia e Francia, e i contrasti sempre più accesi in Siria, hanno fatto sì che a Mosca sia sempre più palpabile un clima di allarme che alcuni hanno definito propedeutico a uno scontro con l’Occidente.

In uno dei quartieri della città è stata addirittura aperta una sottoscrizione per la costruzione di un rifugio anti-atomico, ma la psicosi di un ritorno della Guerra Fredda, con la possibilità di vere e proprie azioni belliche, sembra al momento non avere fondamenta così solide.

I segnali a riguardo però non sono da sottovalutare. Giusto ieri Vladimir Putin ha annullato la sua visita in Francia, dove avrebbe dovuto discutere con il presidente François Hollande: questi infatti con un messaggio sibillino aveva messo in dubbio l’utilità di un incontro tra i due capi di Stato per il processo di pace in Siria. Dal Cremlino è stato fatto dunque sapere che Putin è ancora disponibile a un meeting, ma solo nel caso in cui il dialogo venga impostato i modo “fermo e franco”.

A scatenare l’incomprensione anche il veto della Russia opposto sabato durante la riunione dell’Onu nella quale la Francia aveva presentato la sua risoluzione per la fine dei bombardamenti ad Aleppo: da Mosca è arrivata la controproposta di una conclusione delle ostilità, ma senza alcun cenno ai bombardamenti.

Al momento Putin ha in progetto una visita a Berlino il 19 ottobre, dove con Angela Merkel dovrà discuterà insieme a Francia e Ucraina della crisi in Crimea. Ma la stessa cancelliera ha fatto sapere che non è improbabile che Mosca venga sottoposta a nuove sanzioni per i suoi comportamenti sia in Siria che in Europa del Nord, dove ultimamente molti aerei militari hanno solcato i cieli senza autorizzazioni.

Sulla questione è intervenuto anche Boris Johnson, ministro degli Esteri del Regno Unito, il quale ha chiesto che la Russia sia indagata per quanto compiuto ad Aleppo, rischiando di “diventare una nazione-paria”, e ha poi invitato tutti i cittadini a protestare davanti alle ambasciate russe sparse per tutto il mondo.

Tutto ciò sembra aver generato un clima di tensione frenetica in Russia, dove si stanno accumulando le riserve di grano, si stanno svolgendo esercitazioni della Protezione civile, e si parla sempre più spesso di una possibile aggressione da parte delle potenze occidentali. E alcuni siti internet vociferano della richiesta di far rientrare i cittadini russi che si trovano all’estero.

Dal Cremlino non arrivano conferme, e per molti questo clima non è altro che uno sfoggiare la propria preparazione in vista di una per ora improbabile guerra tra Est e Ovest.