È stato raggiunto un accordo per il rinnovo delle sanzioni economiche contro la Russia da parte dei 28 Paesi membri dell’Unione Europea: motivo delle misure sarebbe il cessate il fuoco in Ucraina nell’ambito di quella che è stata definita come la nuova guerra di Crimea.

Il primo a gioire della decisione presa dall’UE, che deve ancora essere ufficializzata, è Petro Poroshenko, presidente dell’Ucraina, il quale in un colloquio televisivo prologo del suo incontro con l’omologo francese François Hollande aveva affermato che “le sanzioni sono l’ultimo strumento rimasto…Non esiste alternativa a ciò“.

È proprio la Francia, attraverso il ministro degli esteri Jean-Marc Ayrault, ad aver fatto pressione sull’impossibilità di una revoca prima di un concreto impegno della Russia verso l’attuazione delle misure decise nel corso degli accordi di Minks del febbraio del 2015.

Ayrault aveva spiegato che “gli accordi di Minsk non sono né rispettati né attuati”, per poi tentare di instaurare un dialogo più ampio sulle decisioni da prendere per risolvere in modo definitivo una questione importante per gli equilibri geopolitici europei: “Ciò che voglio è che al prossimo vertice del 28-29 giugno non ci limitiamo a essere soddisfatti con una proroga automatica di sei mesi delle sanzioni ma che ci sia un reale dibattito”.

L’embargo economico dunque rimarrà sino alla metà del gennaio del 2017, nonostante molti governi attendano l’autunno per poter discutere una misura che in prospettiva potrebbe provocare danni molto gravi per i rapporti diplomatici tra la Russia e l’Unione Europea.