Sono circa venti i turisti coinvolti nella sparatoria verificatasi la scorsa notte presso una piattaforma di osservazione della fortezza di Naryn-Kala, in Daghestan, repubblica facente parte della Russia.

Al termine dello scontro con il gruppo di ignoti assalitori, che sono riusciti poi a fuggire, il bilancio finale è di un morto, un militare russo impiegato come guardia di frontiera che stava accompagnando i turisti; sono invece undici le persone rimaste ferite, cinque delle quali piuttosto gravemente, trasportate presso la struttura ospedaliera locale.

Sul luogo, sito protetto dall’Unesco dal 2003, sono state trovate ben 67 cartucce di calibri differenti: i colpi sarebbero partiti da una pinea vicina. La polizia è attualmente alla ricerca dei responsabili, che le autorità ritengono essere dei militanti di un gruppo armato che avrebbero preso di mira i locali intenzionati a festeggiare il Capodanno.

La repubblica russa del Daghestan si trova al confine con la Cecenia e da tempo è nota come luogo di incubazione di estremisti islamici che spesso compiono azioni terroristiche. Nel corso di vari scontri con le forze dell’ordine solo nel 2015 sono morte ben 118 persone: il governatore della repubblica ritiene che gli assalitori possano essere proprio dei sopravvissuti a questi scontri.

Solo lo scorso giugno i ribelli di matrice islamica del Caucaso hanno giurato fedeltà all’Isis; anche il Fronte al-Nusra ha chiesto aiuto a queste truppe affinché aiutino i combattenti jihadisti in Siria impegnati nello scontro contro il contingente russo sul posto, che da ottobre ha lanciato una serie di bombardamenti nei quali sarebbe morto anche il leader dei ribelli.