L’intervento militare della Russia in Siria non sarà un’operazione lampo. A confermarlo arrivano le immagini scattate da un satellite israeliano diffuse dal Fisher Institute for Air & Space Strategic Studies. Le diapositive mostrano un vero e proprio arsenale da guerra dispiegato dalla Russia nella base militare di Latiaka: decine di batterie di missili S-400, sistemi missilistici SA-22 e almeno 30 aerei da combattimento.

Secondo Tal Inbar del Fisher Institute for Air & Space Strategic Studies un simile dispiegamento di forze testimonia il piano della Russia di voler rimanere a lungo in Siria. Le forze e i mezzi militari dispiegati a Latiaka sarebbero sufficienti a garantire alla Russia il controllo sul Mediterraneo.

È la prova che Mosca non è sbarcata in Siria per un’operazione temporanea in appoggio al presidente Bashar Assad. Il tipo di equipaggiamento e di armamenti dimostra che sono lì per rimanere e questo cambia la situazione strategica nella regione.

Russia conferma dislocamento jet SU-35s in Siria

La Russia ha confermato di aver dislocato i nuovissimi jet SU-35s in Siria per contrastare l’avanzata dell’ISIS. Una strategia che avrebbe già dato i suoi frutti impedendo ai militanti jihadisti di estendere il loro dominio nell’area di Deir ez-Zor. Il Ministero della Difesa russo ha rivelato che la scorsa settimana le forze russe hanno compiuto ben 468 raid in Siria colpendo 1.350 obiettivi dei terroristi in otto diverse province siriane. Tra i target delle operazioni militari rientrano 23 postazioni dei terroristi nei pressi di Deir ez-Zor.

Per evitare l’abbattimento di aerei russi dopo la crisi con la Turchia la Russia ha inoltre dislocato il potente sistema anti-aereo S-400. Secondo Tal Inbar il sistema consente ai russi un raggio di azione di ben 400 km:

Vladimir Putin è in grado, se lo decide, di limitare le azioni e i raid di qualunque aviazione in un bel pezzo di Mediterraneo, di poter tracciare e ingaggiare da terra gli aerei Nato. Anche noi israeliani dovremo tenerne conto.