Nuovo gelo tra Stati Uniti e Russia dopo la recente decisione presa da Vladimir Putin di espellere dal Paese 755 membri del personale diplomatico statunitense.

La mossa è una risposta diretta alle misure che Barack Obama aveva adottato sul finire del suo mandato, al termine dell’anno scorso, in risposta alle supposte interferenze di Mosca durante la campagna per l’elezione del nuovo Presidente.

In quel periodo Obama decise di espellere 35 diplomatici provenienti dal Cremlino, e oggi Putin ha deciso di pareggiare i conti facendo sì che entrambi i Paesi abbiano un numero massimo di diplomatici pari a 455 unità.

Da questo dato si intuisce anche come il numero di americani con compiti di diplomazia (e spesso di spionaggio) fosse molto più alto del corrispettivo russo.

La stretta di Putin scavalca persino la stessa intesa raggiunta con Donald Trump, dato che quest’ultimo in sede di Congresso è vincolato a non cancellare le disposizioni prese dal predecessore.

In un’intervista a un’emittente russa il presidente ha dichiarato di non sperare in un miglioramento subitaneo delle relazioni tra i due Paesi, anche in seguito alla conferma delle sanzioni diplomatiche da parte del Congresso, affermando di aver atteso a lungo un cambiamento di atteggiamento che si è mai verificato.

I diplomatici indicati come indesiderati dalla Russia dovranno lasciare il Paese entro e non oltre il mese di settembre.