Una delle notizie più chiacchierate del momento riguarda un documento trapelato attraverso la stampa tedesca contentnte i nomi di ben 89 politici europei banditi per sempre dalla Russia. “Totalmente arbitraria e ingiustificata”, queste le parole con cui le autorità europee hanno accolto la pubblicazione di una vera e propria black list stilata da Vladimir Putin.

La lista, compilata dal ministero degli Esteri russo e consegnata alla delegazione dell’Ue nel Paese questa settimana, include noti critici della Russia e ufficiali della sicurezza. Il caso della blacklist di Putin sarebbe scoppiato dopo i recenti rifiuti d’ingresso a un deputato tedesco e ad altri tre suoi colleghi olandesi. Il primo a reagire è stato proprio il governo di Berlino, ma anche Bruxelles e varie capitali europee hanno voluto commentare la pubblicazione del tanto discusso elenco. Il governo di Angela Merkel è già entrato in contatto con Mosca e chiede trasparenza sui nomi delle persone messe all’indice. Sulla stessa linea anche Belgio, Svezia e soprattutto Olanda.

Secondo il portavoce della Mogherini non c’è “alcuna informazione sulla sua base legale, su criteri e processo della decisione”, tanto che dopo i rifiuti d’ingresso degli ultimi mesi la Ue e gli Stati membri coinvolti “hanno ripetutamente richiesto trasparenza sul contenuto di questa lista, ora condivisa dalle autorità russe”. Tra gli 89 politici europei sono presenti tra gli altri, sette tedeschi, alcuni capi dell’intelligence inglese e l’ex vice ministro Nick Clegg, otto svedesi, l’ex ministro degli Esteri ceco Karel Schwarzenberg, il francese Bernard- Henri Levy e l’ex capo Ue per l’ampliamento, Stefan Fule. Tra gli altri figurano anche l’ex premier belga Guy Verhofstadt e per la Germania il vicecapogruppo della Cdu al Bundestag Michael Fuchs, l’europarlamentare dei Verdi Daniel Cohn-Bendit, il capogruppo europeo dei Verdi Rebecca Harms, il politico della Cdu esperto di affari esteri Karl-Georg Wellmann, Bernd Posselt della Csu, il sottosegretario di Stato per la Difesa Katrin Suder e Karl Muellner. Nella lista spunta anche un’italiana, Anna Maria Corazza Bildt, naturalizzata svedese dopo il matrimonio con l’ex premier Carl Bildt e ora eurodeputata con il Partito Moderato, nel Ppe.

L’unica notizia concreta è stata divulgata tramite un comunicato del Ministero degli Esteri russo, secondo il quale la lista nera di Putin sarebbe il risultato delle sanzioni europee contro la Russia: “Perché è stato deciso di inserire queste persone nella lista. E’ semplice. Questa mossa è stata fatta in risposta alle sanzioni ordinate contro la Russia da parte di numerosi stati dell’Unione Europea”.  ”Le autorità russe hanno giustificato tale diniego con riferimento all’inclusione di queste persone in una ‘stop list’ confidenziale”, si legge in un comunicato della portavoce. “In seguito a ognuno di questi rifiuti, l’Ue e gli Stati membri interessati hanno ripetutamente sollecitato chiarezza sul contenuto di tale lista”. “La lista con 89 nomi e’ stata ora condivisa dalle autorità russe”, si legge ancora nella nota.