Non si è ancora spenta l’eco della strage che ha colpito la Turchia e la capitale Ankara nella giornata di sabato, e già si torna a parlare di terrorismo. Fortunatamente, almeno in questo caso, le forze dell’ordine sono riuscite a neutralizzare in tempo utile l’azione dei terroristi. Dieci persone sono state tratte in arresto nella giornata di domenica in Russia, accusate di star preparando un attentato a Mosca – altre fonti della stampa russa riportano particolari differenti: per Moskovski Komsomolets, i presunti terroristi sarebbero 15, di cui tre siriani e 12 del Caucaso, ceceni soprattutto.

Secondo l’agenzia Interfax, invece, quasi tutte le persone arrestate sarebbero originarie dell’Asia Centrale. Inoltre, e questo è il lato più inquietante della vicenda, nell’appartamento dov’è stato compiuto il blitz la polizia avrebbe rinvenuto un “rudimentale ordigno esplosivo” contenente 5 chili di tritolo che avrebbe caratteristiche simili a quelli utilizzati ad Ankara. La bomba sarebbe stata fatta brillare in condizioni di sicurezza dagli artificieri dell’antiterrorismo.

Ancora molta incertezza per quanto riguarda il potenziale target della cellula terroristica. Secondo il sito Sputnik, l’obiettivo designato sarebbe stata una stazione della metropolitana di Mosca oppure uno dei suoi aeroporti. Nel blitz nel palazzo dove sono stati arrestati i sospetti terroristi sono state evacuate oltre cento persone ed è stata interrotta l’erogazione del gas.

Immediato, anche se non ufficialmente confermato, il collegamento tra questo episodio e la decisione di Mosca di intervenire in Siria coi bombardamenti aerei. Si calcola che circa 2500 cittadini russi di fede musulmana abbiano già deciso di unirsi ai combattenti dell’ISIS.