Sembrano essere stati superati i dissidi che avevano diviso Russia e Turchia dopo l’abbattimento del jet sovietico in territorio turco avvenuto lo scorso 24 novembre.

I due leader Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan si sono infatti parlati oggi, con il primo che ha espresso il proprio cordoglio e il proprio sostegno dopo l’attentato di Istanbul, e il secondo che ha colto l’occasione per offrire le proprie scuse in merito all’incidente diplomatico.

Il risultato immediato della riconciliazione telefonica, durata circa 45 minuti, è stato l’annuncio di un prossimo faccia a faccia tra i due e l’imminente cancellazione delle sanzioni turistiche che la Russia aveva imposto alla Turchia. Contestualmente i due Paesi ricominceranno a collaborare sia per quanto riguarda l’economia che la lotta al terrorismo.

Putin in ogni caso ha chiesto che venga portata a termine con obiettività l’indagine sul cittadino turco sospettato di aver provocato la morte del pilota dall’aereo schiantatosi al suolo nelle vicinanze del confine con la Siria: in tutto erano morte tre persone, incluse il navigatore e un membro della squadra di soccorso, per mano dei ribelli siriani.

Secondo gli esperti la strategia di Erdogan lo porterebbe a cercare un alleato nella Russia per opporsi alle pressioni degli USA, che vorrebbero un maggiore impegno della Turchia nella lotta contro Isis, ma anche un appoggio dopo l’ostilità malcelata dell’accordo raggiunto con l’UE nel campo dell’accoglienza ai profughi.