Boris Nemtsov, leader dell’opposizione russa a Vladimir Putin è stato ucciso in un agguato a pochi passi dalla piazza Rossa a Mosca la sera di venerdì 27 febbraio. Vicepremier liberale sotto l’ala protettrice di Boris Eltsin, Nemtsov sarebbe stato assassinato dopo l’esplosione di quattro colpi d’arma da fuoco e, secondo le prime indiscrezioni, sembra che siano stati numerosi i testimoni che hanno assistito alla scena.

Secondo gli investigatori, alcuni uomini che lo avrebbero avvicinato mentre si trovavano a bordo di un’auto lo avrebbero freddato con sette colpi di pistola mentre Nemtsov attraversava il ponte Moskvoretsky vicino al Cremlino. Il ministero dell’Interno ha riferito che nella capitale russa è scattata la caccia agli assassini. “Nemtsov era un infaticabile difensore del suo Paese che cercava per i propri concittadini i diritti che spettano a tutti”, ha dichiarato il presidente americano Barack Obama che ha condannato il “brutale” assassinio di Boris Nemtsov, chiedendo “un’indagine sollecita, imparziale e trasparente” per trovare i responsabili del barbarico omicidio e consegnarli nelle mani della giustizia.

Anche il presidente francese, Francois Hollande, ha condannato “l’omicidio odioso” di Boris Nemtsov definendo l’oppositore di Vladimir Putin come “un difensore della democrazia”, ricordandolo come “un coraggioso e infaticabile difensore della democrazia che era impegnato nella lotta contro la corruzione”.