[AGGIORNAMENTO ore 16:00]: il presidente Donald Trump finalmente ammettere di essere coinvolto nelle indagini del Russiagate. In un tweet sarcastico tutto il suo stupore: “Sono indagato per aver licenziato il direttore dell’Fbi dall’uomo che mi ha detto di licenziare il direttore dell’Fbi. Caccia alle streghe!“.

Il tycoon si riferisce a James Comey, di cui vennero chieste le dimissioni il 9 maggio scorso, e al vicesegretario alla giustizia, Rod Rosenstein, che di fatto ha dato il via all’inchiesta tramite il procuratore speciale Robert Mueller. Tuttavia non sembra chiaro il passaggio inerente “l’ordine” di licenziare Comey. Si tratta in ogni caso della prima ammissione esplicita di Trump in merito al suo coinvolgimento nella vicenda giudiziaria.

C’è anche il cognato e consigliere di Donald Trump, l’imprenditore Jared Kushner, tra gli indagati nel cosiddetto Russiagate. L’inchiesta sulle supposto interferenze di Vladimir Putin durante le elezioni presidenziali americane del 2016 si arricchisce di un nuovo tassello.

Lo scoop del Washington Post che aveva dato avvio alle indagini, che potrebbero avvalersi della testimonianza non super partes del marito di Ivanka Trump. Quest’ultima è tornata negli Stati Uniti insieme al coniuge dal G7: appare dunque chiaro che la coppia non parteciperà al vertice come previsto, nonostante la centralità rivestita nelle visite in Arabia Saudita e Israele.

Non ci sono però capi di accusa su Kushner, a differenza di quanto si possa dire riguardo all’ex direttore della campagna elettorale, Paul Manafort, e al generale Michael Flynn, consigliere per la sicurezza nazionale che è stato chiamato alle dimissioni.

L’FBI sta analizzando i vari incontri che Kushner ha avuto con funzionari russo di una certa importanza, molto vicini al presidente Putin: in particolare quelli di dicembre con l’ambasciatore russo in America, Sergey Kislyak e un banchiere sovietico.

Da parte sua Jared Kushner si è già detto pronto a collaborare e a rivelare ogni cosa davanti al Congresso. Al momento però neanche le indagini appaiono ufficiali, come ha fatto intendere il Ministero della Giustizia, che tramite un portavoce ha fatto sapere di non poter confermare o smentire l’esistenza delle stesse. Un segnale in più, forse, che l’inchiesta potrebbe rappresentare una brutta gatta da pelare per l’amministrazione Trump.