La sua morte ha segnato la storia contemporanea moderna. Sette anni fa gli Stati Uniti uccidevano, per impiccagione, Saddam Hussein, politico iracheno, leader assoluto dell’Iraq dal 1979 al 2003, quando venne destituito in seguito all’invasione anglo-americana in quella che è conosciuta come la seconda guerra del Golfo. La sua condanna a morte, pronunciata da un tribunale iracheno, fece molto scalpore, visto che per molti il processo fu veramente una farsa.

All’inizio del 1990 gli Stati Uniti bombardarono l’Iraq per il controllo del Kuwait, paese ricco di giacimenti petroliferi, con il presidente George W. Bush. Una guerra che proseguì anche con il figlio, George W. Bush junior, e che vide la sua interruzione solo con la destituzione e condanna a morte del Rais. La figura di Saddam Hussein, nonostante sia stato condannato per genocidio e atti contro l’umanità, è ancora oggi ricordata dagli abitanti iracheni con un misto di apprezzamento e rabbia.

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