L’ aggettivo sagace (dal latino ‘sagax -acis’, derivato di ‘sagīre’, ovvero ‘avere fine odorato’) è comunemente utilizzato per qualificare una persona accorta, perspicace, pronta e acuta nell’ intuire e valutare i vari elementi di una situazione; una persona ‘che ha buon fiuto’, ovvero dotato di spiccata attitudine nel comprendere e affrontare le situazioni, nonché dirimere problemi, oppure dotata di spiccate percezioni sensoriali. Sagace si dice infatti anche di quei cani che, guidati dal fine odorato, sono abili nel seguire e ritrovare la selvaggina. Sagace è dunque anche colui il quale in montagna, ad esempio, si rivela particolarmente abile nell’ individuare e seguire un sentiero.

La sagacia è di conseguenza l’ accortezza, ma anche scaltrezza, di chi è pronto di mente e svelto nel capire e risolvere le situazioni (persona sagace/ osservatore sagace). Si tratta di quella qualità tipica degli investigatori, ma anche del buon medico, abile nel riconoscere i sintomi e formulare una corretta diagnosi, così come degli esperti alpinisti e dei cani da riporto. Con l’ aggettivo sagace si può inoltre definire una risposta, un’ argomentazione, un’ analisi o una battuta di spirito, qualora si riveli particolarmente arguta e sottile, denotando finezza d’ intelletto.

Sinonimi di sagacia possono essere considerati: acume, perspicacia, prontezza, astuzia, scaltrezza, sottigliezza, finezza, intelligenza, intuito, fiuto, furbizia, ingegnosità. Contrari sono invece: stupidità, stoltezza, lentezza, ottusità, ingenuità.

Alcuni esempi di utilizzo dei termini ci vengono forniti dai seguenti aforismi:

Può essere segno di sagacia cercare in ogni cosa il pelo nell’uovo, ma chi si ostina in tale operazione non potrà sottrarsi alla nomea di sciocco”;

Voi che avete in sorte un ingegno perspicace, una mente alta e sagace, non abbiate invidia ai forte, né all’illustre né al potente: basta a voi l’eccelsa mente”;

 “Il cane ha avuto raramente successo nel far salire l’uomo al suo grado di sagacia, ma l’uomo è spesso riuscito a trascinare giù il cane al suo livello”.