Le autorità belghe hanno confermato che Salah Abdeslam ha accettato di essere estradato in Francia per collaborare con la polizia del luogo.

Il terrorista, che rimane il testimone chiave per comprendere meglio le dinamiche degli attentati di Parigi dello scorso novembre, dovrebbe essere trasportato a breve.

Si parla infatti di un periodo di circa 10 giorni, come ha riferito il ministro della Giustizia Jean-Jacques Urvoas: “Come previsto dalla legge legge belga, il consenso del sospetto a viaggiare per affrontare la giustizia francese non è più revocabile. Si tratta di una procedura breve, e se non vi saranno circostanze eccezionali l’estradizione avverrà entro 10 giorni”.

Fin dall’arresto di Salah nel raid a Molenbeek del 18 marzo le autorità francesi avevano chiesto che il terrorista fosse loro consegnato, ma Abdeslam si era inizialmente rifiutato per paura delle conseguenze del suo coinvolgimento negli attentati. L’uomo infatti avrebbe fornito supporto ai kamikaze trovando loro delle abitazioni in cui rifugiarsi e aiutandoli con i movimenti nella capitale francese.

Nel frattempo sembra che Bruxelles non si sia ancora ripresa dai due attentati del 22 marzo: in special modo è l’aeroporto di Zaventem a essere sotto osservazione. Stando al rapporto di un gruppo di poliziotti arrivato al ministro dell’Interno Jambom all’interno dell’infrastruttura ci sarebbero almeno 50 simpatizzanti dell’Isis.

Si tratterebbe di impiegati a vario titolo nell’aeroporto, tra cui addetti ai bagagli, ai magazzini e alle pulizie: tutti in grado di muoversi liberamente e potenzialmente. Per la giornata di oggi è prevista la riapertura dello scalo, dopo il via libera dato da vigili del fuoco. Una misura che però, come si è visto, viene contestata dal sindacato che gestisce la polizia aeroportuale, sostenendo che mancherebbe la necessaria sicurezza.