La polizia belga è riuscita a identificare il secondo terrorista che è riuscito a darsi alla fuga durante il blitz nel quartiere dei Molenbeek, a seguito del quale, alcuni giorni dopo, è stato catturato Salah Abdeslam.

L’uomo ricercato dalla polizia era noto come il nome di Soufiane Kayal, mentre la sua vera identità sarebbe quella di Najim Laachraoui: insieme a Mohamed Abrini  il terzetto è tra coloro che hanno partecipato, per quanto indirettamente agli attentati di Parigi dello scorso novembre.

In realtà Laachraoui era stato fermato alla frontiera tra Austria e Ungheria con Mohammed Belkaid, che è risultato essere l’uomo rimasto ucciso nell’operazione di polizia a Bruxelles. Abrini invece si era occupato della logistica degli attacchi avvenuti il 13 novembre: le ricostruzioni delle autorità lo hanno infatti collocato nella capitale francese il 10 di novembre, insieme al fratello di Salah Abdeslam, Brahimi, che si sarebbe poi immolato all’interno del caffè Voltaire.

Abdeslam e Abrini erano poi riusciti ad affittare un appartamento ad Alfortville in cui nascondere tutto l’equipaggiamento indispensabile per l’operazione terroristica. Similmente, la polizia belga è riuscito a identificare il 24enne Najim Laachraoui proprio grazie alle tracce di DNA lasciate nell‘appartamento in cui venerdì è stato stanato Salah.

Stando alle ultime informazioni sembra che questi fosse nel pieno di un nuovo progetto terroristico, questa volta avente proprio Bruxelles come obiettivo. A quanto pare la polizia ritiene che Abdeslam avesse un network di supporto alle sue spalle di circa 30 persone, tutti legati agli attentati di Parigi.

Le indagini hanno poi svelato il coinvolgimento del giovane Abid Aberkan, il quale è accusato di partecipazione ad attività in un’organizzazione terroristica: il ragazzo infatti avrebbe nascosto Salah a casa di sua madre e gli avrebbe portato del cibo mentre questi non poteva uscire allo scoperto.

Nel frattempo Abdeslam è prigioniero in un carcere di massima sicurezza a Bruges, dove si trova in isolamento ed è sorvegliato notte e giorno. L’uomo ha chiesto di non essere estradato in Francia e in cambio ha promesso di collaborare con la giustizia belga.