Il momento che tutte le shopping-dipendenti stanno aspettando è ormai alle porte: tra poco più di una settimana inizieranno i saldi estivi (scopri qui tutte le date d’inizio) e quale momento migliore se non questo per toglierci sfizi e comprare quel capo o accessorio visto mesi prima ma troppo costoso per le nostre tasche?

Attenzione, però, perché la truffa è sempre dietro l’angolo, aspettando il primo o la prima stolta che ci casca in pieno. Per questo motivo è bene seguire alcuni consigli e dritte base per evitare spiacevoli inconvenienti. Innanzitutto cosa di grande importanza è andare a fare shopping con le idee chiare: cosa ci serve e, soprattutto, qual è il budget massimo da non superare. Inoltre, guardare sempre più negozi, mai fermarsi al primo. Capita così di aver comprato un capo e poi di trovarne uno che ci piace di più nel negozio di fianco.

Di fondamentale importanza, invece: prima di fiondarsi sul vestito tanto bramato, verificare bene che il prezzo intero del nostro capo corrisponda a quello esposto prima dell’inizio dei saldi. Inoltre il prezzo scontato deve essere sempre esposto in maniera separata dal prezzo pieno, indicandone il prezzo iniziale, quello scontato e la sua percentuale.

Conservare sempre lo scontrino poiché questo rappresenta la nostra prova di acquisto e, in caso di una taglia che non ci sta, in molti casi non è possibile cambiare il proprio capo. Questo dipende infatti dal commerciante, quindi è bene sempre informarsi se può essere effettuato un cambio, il limite di tempo e, soprattutto, se è previsto un rimborso della somma spesa (in teoria questa potrebbe essere anche in denaro, ma nella stra grande maggioranza dei casi viene effettuato un buono d’acquisto). In caso di articolo difettoso, il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo, anche se dichiara che non è possibile cambiare i capi in saldo. Se la sostituzione non è possibile, il cliente potrà chiedere una riparazione del prodotto (senza spese in più), una riduzione del prezzo o addirittura la risoluzione del contratto.

Gran parte dei problemi arrivano dalle boutique più piccole, dove bisogna stare molto attenti perché, al contrario di molti franchising presenti in tutto il mondo, il proprietario del negozio può essere più o meno severo riguardo alcune “regole”. Oltre al cambio delle merci, è a discrezione del negoziante decidere se fare provare o meno la merce ai propri clienti. Da questi bisogna diffidare anche quando vediamo vetrine tappezzate da manifesti che millantano sconti e vantaggi pazzeschi, dal quale non si riesce ad intravedere quello che c’è dentro e molte volte non troviamo altro che capi risalenti a secoli prima, esposti con prezzi che fanno storcere il naso.

Parlando di capi di vecchie stagioni, generalmente i prodotti venduti durante i saldi dovrebbero essere di fine stagione, molte volte però capita di trovarsi capi che appartengono palesemente a mode ormai tramontate da decenni. In questo caso le due andrebbero esposte separatamente, sempre con etichetta di sconto ben visibile.

Per quanto riguarda i pagamenti, tutti i commercianti sono obbligati ad accettare il pagamento con carte o bancomat se in possesso del POS, ovvero il dispositivo che permette il pagamento elettronico.

In ogni caso, se vittime di una truffa, è sempre meglio denunciarle immediatamente alle autorità competenti: vigili urbani, Associazioni a tutela dei Consumatori o presso l’ufficio comunale per il commercio.

foto by InfoPhoto