E’ abbastanza ovvio che, se una buona parte di stipendi e tredicesime se ne va in tasse, imposte, bollette e carburante, resterà ben poco per gli acquisti di altro genere. Quindi l’imminente stagione dei saldi si prospetta amara per i commercianti, dopo un Natale altrettanto triste. E a poco servono i provvedimenti di alcune regioni, tra cui Lombardia e Campania, che hanno sospeso il divieto di vendite promozionali vicino ai saldi: la gente non compra, o perlomeno fa molta attenzione.

I saldi (foto by InfoPhoto) cominceranno il 5 gennaio nella maggior parte delle regioni. Le durate sono invece variabili. Quanto spenderanno gli italiani? Secondo uno studio del Codacons, oltre 2,1 miliardi, ma concentrati nel 40% delle famiglie. Inoltre la spesa media per nucleo familiare sarà di 224 euro, mentre nel 2009 fu di 450 euro: praticamente dimezzata.

In un comunicato dell’associazione, il presidente del Codacons Carlo Rienzi afferma: “La scelta di far partire gli sconti subito dopo le feste di Natale e di Capodanno è un suicidio. Le tasche delle famiglie sono più che mai vuote, e gli acquisti di beni non indispensabili vengono rimandati a tempi migliori. Alla luce dell’ennesimo flop dei saldi, crediamo sia giunta finalmente l’ora di liberalizzare gli sconti e introdurre giornate di vendite promozionali straordinarie come avviene all’estero”.