Al Salone del Libro di Torino le realtà più belle sono quelle piccole e in crescita. Oggi ho intervistato per voi lo staff della casa editrice indipendente Zandegù Editore. Scoprite insieme a me tutto quello che c’è da sapere su questo mondo!

Di Zandegù Editore avevo sentito parlare per i corsi di scrittura, completi ma competitivi – per quanto riguarda l’aspetto economico – rispetto a quelli delle grandi scuole, croce e delizia di ogni scrittore che desidera diventare un professionista (non faccio nomi. Ma capitemi: nel panorama torinese non sono molte le scuole di scrittura e le più celebri chiedono in cambio un rene).

Insomma, di Zandegù (@zandegueditore su Twitter), a parte questo nome melodioso che desta subito simpatia, sapevo solo questo. Il Salone del Libro di Torino è stata l’occasione per scoprire cosa sta dietro il lavoro dello staff (tutto giovane) e agguerrito (tantissimo) di questa casa editrice che pubblica ebook, “guide surreali e divertenti”, ma che propone anche corsi di scrittura pratica, tra cui  ”Impara a scrivere il tuo curriculum”, una di quelle cose che potrebbe tornare utile a un sacco di noi in questo periodo di magra.

Ho chiesto a Marianna Martino, editore, classe 1983 (ve l’avevo detto che non parlavo di vecchi cucchi dell’editoria), cosa vuol dire essere “indipendenti” in un sistema molto difficile da modificare: “Significa sudare il triplo dei grandi, ma si sa, pedalare in salita rende le gambe molto toniche” mi dice Marianna. “Noi di Zandegù arriveremo alla prova costume in forma! Ma vuol anche dire grande libertà creativa, e continui stimoli a provare e a osare nuove strade”.

E sulla storia di Zandegù, mi racconta: ” Zandegù per 5 anni è stato un editore cartaceo che si occupava di narrativa surreale. Oggi, precisamente da dicembre 2012, ci siamo convertiti all’ebook. Pubblichiamo esclusivamente in digitale e abbiamo abbandonato la narrativa per occuparci di libri pensati per essere letti su tablet, ereader e smartphone: manuali, reportage narrativi e fumetti. Tutti accomunati dalla brevità e dai toni molto molto ironici: uno sguardo scanzonato sul reale. Il nostro obiettivo è proporre qualcosa di nuovo, nei contenuti ricchi di idee e nella forma. Vorremmo essere sempre più interattivi e “sensibilizzare” alla lettura digitale (come facciamo ora con la campagna “Non aver paura dell’ebook!“). E ovviamente vogliamo diffondere il nostro verbo, che è lo spirito zuzzurellone“.

Alla fine, le ho chiesto un consiglio per i tanti, tantissimi, che si vogliono cimentare nella scrittura. Che tipo di scrittore cerca Zandegù?

Cerchiamo reportage che siano a metà strada tra giornalismo e narrativa, sulla falsa riga di “Una cosa divertente che non farò mai più” di D.F. Wallace. E guide su temi seri trattati con ironia, o su temi assurdi affrontanti in modo scientifico. Per i fumetti cerchiamo rivisitazioni brevissime di classici della letteratura mondiale.Leggiamo tutto con attenzione ma rispondiamo solo se interessati. Tutte le modalità di invio manoscritti le trovate qui:www.zandegu.it/modalita-invio-manoscritti/Il nostro target è un pubblico ampio, in realtà: va dai 25 ai 50 anni circa, gente curiosa e spiritosa”.