In occasione del Salone del Mobile di Milano, la galleria ProjectB presenta la prima personale in Italia di Philippe Malouin. Il canadese è una delle voci più interessanti del design contemporaneo: i suoi prodotti, semplici e allo tempo stesso sofisticati, nascono da una ricerca continua sui materiali, sulle forme e sulle tecniche di realizzazione.

I processi creativi del giovane designer nascono dall’esplorazione della realtà: da un tappeto di metallo a una camera all-in-one con sedie sospese, da un sistema di scaffalature in metallo che comprende l’illuminazione a una serie di lampade ispirate alle persiane tradizionali.

Per la sua mostra personale, Malouin presenta due nuove serie di oggetti Slat e Cast Chair, commissionati dalla galleria di Emanuele Campanini Bonomi, e Pendulum, un’installazione che rappresenta una riflessione sulla forza di gravità e, per contrasto, una speculazione sulla transitorietà degli eventi e sull’effimero delle cose. Sono poi presentati per la prima volta i Functional Shape, una serie di oggetti creati dalla sovrapposizione di strati di MDF nero, tagliati, laminati, lavorati al tornio e lucidati a mano con un processo che rende questo materiale rudimentale leggero e piacevole al tatto e che gli dona una finitura nuova e inaspettata. La semplicità delle forme geometriche è dettata dalla funzione degli oggetti (un fermalibri, una lampada e due tipologie diverse di contenitori).

Lo stesso colore si trova nella collezione Type Cast Chair, una serie di sedute in alluminio. La seduta disegnata da Malouin è estremamente sottile, senza saldature e sorprendentemente resistente; la sabbiatura lascia segni unici sull’oggetto, trasmette parte della sua storia e rende ogni singolo esemplare diverso dall’altro.

Philippe, sei alla tua prima personale in Italia durante il Salone. Quanto è importante per te?

“Inutile dire che questa è una grande opportunità e che sono molto fortunato a lavorare con persone come Maria Cristina Didero e Emanuele Bonomi”.

Il tuo design è semplice ed essenziale. Cosa vuoi trasmettere?

“Voglio far capire che il mio lavoro non è necessariamente legato ad un preciso periodo storico. Mi piacerebbe che la gente, guardando il mio design, si chiedesse quando sono stati progettati i vari pezzi, più che pensare se sono trendy. Non mi interessa creare qualcosa di moda, che scompaia poi rapidamente. La trovo una perdita di tempo e di risorse”.

Quanto è importante per te il passato? Usi, ad esempio, la lavorazione al tornio.

“Tendo a guardare come le cose sono fatte in generale, nel passato o nel presente. Certo, c’è però una sorta di storia d’amore con i metodi tradizionali perchè conducono a un oggetto ben equilibrato. I processi tradizionali facilitano la forma”.

La Type Cast Chair è un oggetto che tutti potrebbero comprare per la propria casa. In un periodo di crisi come questo, è importante realizzare qualcosa per tutti. Cosa ne pensi?

“Beh, la Type Cast Chair potrebbe essere utilizzata da molte persone (spero) ma il metodo di produzione attuale è piuttosto costoso. Ma confermo di essere molto interessato a progettare mobili per tutti, accessibili”.

Insegni Arte e Design al prestigioso Royal College of Arts di Londra. Quale la prima cosa che insegni ai tuoi studenti?

“A lavorare sodo. Hanno la fortuna di fare un master al Royal College e a volte è deludente vedere che non si impegnano. Voglio che mettano in discussione se stessi e riflettano sulle decisioni da prendere, che sviluppino nuove idee e le spingano al limite”.