All’interno della sempre più discussa vicenda riguardante il provvedimento del governo Salva Banche, c’è una questione che sta sollevando un notevole polverone. Il padre di Maria Elena Boschi, l’attuale ministro delle Riforme, ha infatti lavorato per la Banca Etruria, uno degli istituti coinvolti nel crac finanziario. Subito si sono quindi scatenati dei dubbi riguardo a dei possibili favoritismi nei suoi confronti, che però sono ora prontamente smentiti dalla diretta interessata.

Maria Elena Boschi è voluta intervenire in prima persona sulle voci riguardanti la sua famiglia, sottolineando come il Salva Banche non sia un decreto “ad personam” per favorire suo padre.

Il ministro delle Riforme ha tenuto a precisare il ruolo svolto dal padre in Banca Etruria, uno dei quattro istituti, insieme a Banca Marche e alle Casse di Risparmio di Ferrara e di Chieti, coinvolti nel Salva Banche: “Mio padre è stato vicepresidente per 8 mesi, fino a quando il governo ha commissariato la banca: il governo non fa favoritismi o leggi personali. Mio padre è una persona perbene, sento disagio perché è finito sulle cronache non per quello che fa, ma perché è mio padre”.

La Boschi commenta il difficile periodo che sta attraversando la sua famiglia attualmente dichiarando che: “è molto solida e affronteremo questo momento rimanendo uniti”.

Riguardo al Salva Banche, Maria Elena Boschi ha poi aggiunto: “Anche Banca d’Italia ha detto che ci sono delle responsabilità proprio dell’Europa rispetto alla situazione che viviamo oggi e abbiamo visto che la commissione europea in qualche modo ha replicato all’intervento di Banca d’Italia. Io credo che ci voglia in qualche modo la capacità di chi ci rappresenta a livello europeo di starci davvero”.

Il ministro delle Riforme è poi passata al contrattacco, rispondendo alle accuse arrivate nelle ultime ore dalle forze d’opposizione: “Sento in questi giorni tante polemiche rispetto alla situazione attuale del nostro paese, però quando si trattava di affrontare queste scelte in Europa, che noi oggi subiamo, non erano in Parlamento ma in qualche trasmissione televisiva. Credo che ci voglia la collaborazione di tutti se vogliamo avere una soluzione diversa per il nostro Paese, a cominciare dal ruolo che giochiamo in Europa, che stiamo cercando di giocare in Europa”.

Nei confronti dei risparmiatori che si sentono vittime del Salva Banche, la Boschi ha annunciato: “Stiamo studiando un intervento ulteriore per cercare di andare incontro a chi non è stato tutelato, gli obbligazionisti, anche perché sono soggetti che anche in altre esperienze straniere non hanno avuto tutele. Ci sono varie ipotesi di interventi di carattere di solidarietà: dobbiamo capire quanto intervenire a livello pubblico e quanto trovare soluzioni alternative”.