Il presidente del consiglio Matteo Renzi è stato intervistato oggi dal Tg5. Per quanto riguarda il decreto salva banche e gli arbitrati che dovrebbero riguardare i titolari di obbligazioni subordinate colpiti dal crac delle 4 banche popolari saranno gestiti dall’Agenzia anticorruzione, presieduta da Raffaele Cantone: “se possibile vorrei che gli arbitrati fossero gestiti non dalla Consob, non dalla Banca d’Italia, non dal Parlamento, non dal Governo ma dall’Anac di Raffaele Cantone, una autorità terza e autorevole, per la massima trasparenza. Nelle prossime ore faremo il possibile perché chi è stato truffato, ma chi è stato truffato davvero, possa riavere i soldi e faremo degli arbitrati. Da parte mia c’è l’intenzione di fare la massima trasparenza e chiarezza, ci sarà il massimo rigore“.

Sulla scelta di escludere Forza Italia dall’accordo per arrivare all’elezione dei tre giudici della Corte Costituzionale, il premier racconta che con i 5 Stelle abbiamo fatto “un accordo istituzionale, abbiamo scelto tre persone di grande livello. Ci sono stati 31 tentativi di eleggere” i giudici costituzionali “con Forza Italia, ma si dividono su tutto“, mentre questo “è il momento di fare le cose, di dare un messaggio agli italiani. Non si può bloccare il Parlamento e continuare a perdere tempo sulle spalle dei cittadini“.

Ha continuato affermando che “bisogna capire se ci sono ancora i moderati nel centrodestra, quando vedo Brunetta urlare dalla mattina alla sera me lo chiedo, ieri Brunetta ha detto cose offensive e insultanti” a commento dell’accordo per sbloccare lo stallo sull’elezione dei tre giudici della corte costituzionale. Insomma
più che discutere di posti bisogna capire se all’interno del centrodestra si preferisce seguire la linea demagogica, urlare su tutto e perdere voti o se vogliono tornare alla ragione: noi siamo disponibili ad avere un confronto nell’alterità, nella diversità“.

Domani poi ci sarà il Boschi Day, ovvero verrà votata alla Camera la mozione di sfiducia contro Boschi e governo presentata dalle opposizioni. Sul tema il premier non sembra essere preoccupato: “non sono in pochi ad avere la consapevolezza che la richiesta di dimissioni» per conflitto di interessi “è campata in aria“.