Continua ad essere drammatica la situazione per molte popolazioni africane che sopravvivono alla mancanza di cibo e acqua solo grazie agli aiuti umanitari. Anja Ringgren Lovén, fondatrice dell’African Children’s Aid Education and Development Foundation, si è però ritrovata a soccorrere un bambino in fin di vita che gli stessi abitanti del suo villaggio avevano abbandonato in strada per lasciarlo morire.

Al piccolo, senza vestiti, non era permesso nè bere nè nutrirsi perchè considerato una strega. L’operatrice umanitaria, che si è trasferita in Africa vendendo tutti i suoi beni per dedicarsi a quelle popolazioni, ha voluto pubblicare su Facebook le foto del bambino deperito con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione critica di quei posti:

“Ho visto molte cose in Nigeria negli ultimi tre anni. Ve ne ho risparmiate altrettante. Migliaia di bambini vengono accusati di essere streghe e li abbiamo visti torturati, morti e spaventati. Queste immagini mostrano il motivo per cui mi batto. Perché ho venduto tutto quello che possiedo. Perché mi sto muovendo in un territorio inesplorato”.

Il piccolo è stato chiamato “Hope” che in inglese equivale alla parola ‘speranza’: un nome azzeccato per sottolineare che, con quegli aiuti umanitari, esiste ancora speranza per chi come lui è abbandonato a sè stesso. Grazie ad Anja e ai suoi colleghi il bimbo è scampato ad una morte sicura ed adesso sta recuperando le forze:

È un bimbo forte. Vederlo sedersi e giocare con mio figlio è senza dubbio la più grande esperienza della mia vita”.