Stanno suscitando reazioni contrastanti le parole espresse da Papa Francesco in una lettera scritta in occasione del Giubileo, che avrà inizio il prossimo 8 dicembre. A sorpresa, le polemiche maggiori non sono causate dall’apertura del pontefice nei confronti del tema dell’aborto, quanto a ciò che ha detto riguardo a un altro argomento delicato e che non è stato apprezzato in particolare da Matteo Salvini.

Oltre ad aver chiesto misericordia nei confronti delle donne che hanno abortito, il Papa ha anche richiesto l’amnistia per i detenuti: “Il Giubileo ha sempre costituito l’opportunità di una grande amnistia, destinata a coinvolgere tante persone che, pur meritevoli di pena, hanno tuttavia preso coscienza dell’ingiustizia compiuta e desiderano sinceramente inserirsi di nuovo nella società portando il loro contributo onesto”.

Nella sua lettera, che non ha trovato l’approvazione da parte di Salvini, Papa Francesco aggiunge inoltre, rivolgendosi ai governi di tutto il mondo: “Ogni volta che passeranno per la porta della loro cappella, rivolgendo il pensiero e la preghiera al Padre, possa questo gesto significare per loro il passaggio della Porta Santa, perché la misericordia di Dio, capace di trasformare i cuori, è anche in grado di trasformare le sbarre in esperienza di libertà”.

La posizione del Papa ha trovato la netta opposizione da parte di Matteo Salvini, che tramite i social network commenta scrivendo: “Papa chiede AMNISTIA per detenuti: “Il mio pensiero va ai carcerati”. Umilmente, NON SONO D’ACCORDO. Penso alle vittime dei loro reati.”

Reazione di segno del tutto opposto invece da parte di Marco Pannella, che da anni si batte sul tema del sovraffollamento delle carceri. Al contrario di Matteo Salvini, il leader del partito radicale ha commentato in maniera entusiastica a Radio Radicale: “Evviva Papa Francesco, stavo per chiederti sii coraggioso, ma avevo un po’ di pudore, speravo arrivasse, è arrivata, chiederò di essere ricevuto dal segretario di Stato Vaticano per rendere grazie formalmente allo stato di Città del Vaticano e a Papa Francesco perché interpreta non solo i sentimenti comuni a coloro che conoscono, ma i sentimenti che le giurisdizioni massime hanno, appoggiando le nostre richieste”.