Dopo lo scontro sul tema immigrazione, Matteo Salvini e la Chiesa sono di nuovo ai ferri corri. Il leader del Carroccio ha infatti dato voce alle proteste della sezione Alpini di Vittorio Veneto, che nei giorni scorsi sarebbero stati protagonisti di un episodio a loro dire piuttosto sconcertante. Il sacerdote che stava officiando la Messa dell’Assunta presso il passo San Boldo (sulle prealpi bellunesi) avrebbe infatti preteso che venissero cambiati alcuni passi presenti all’interno della preghiera dell’alpino, scatenando le proteste degli Alpini stessi.

Le Penne Nere avrebbero dovuto leggere le seguenti parole “Rendi forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostra Patria, la nostra Bandiera, la nostra millenaria civiltà cristiana” ma il sacerdote, ritenendo che la frase potesse avere toni bellici e in contrasto con il contesto religioso, avrebbe pretesto che scomparisse la parola armi e che la parola contro si trasformasse in di fronte.

Un atteggiamento che non sarebbe stato affatto gradito dagli Alpini, che avrebbero protestato, fino a rifiutarsi di leggere la preghiera dell’alpino nella versione imposta dal sacerdote. Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini ha dunque voluto dare eco proprio alle loro proteste, scrivendo questo post sulla sua pagina Facebook:

VIETATA la Preghiera dell’Alpino a Messa!Pazzesco.La Diocesi di Vittorio Veneto ha proibito la lettura di questo brano…

Posted by Matteo Salvini on Lunedì 17 agosto 2015

Le parole di Salvini sono arrivate a rinforzare quanto già dichiarato dal presidente nazionale dell’Associazione Alpini, Sebastiano Favero, che nella questione ha visto soltanto una strumentalizzazione: “Nella stessa preghiera si dice che le nostre armi sono fede e amore. Chi vuole polemizzare per una interpretazione rigida lo faccia pure, noi non cambiamo una virgola