Matteo Salvini si trova a Roma per sostenere la campagna elettorale di Giorgia Meloni come candidata a sindaco. Dalla Capitale, il leader della Lega Nord non ha però mancato di parlare anche di altri temi, andando a toccare in particolare l’argomento immigrazione.

Nel corso di un incontro tenuto al Colosseo con gli urtisti, i venditori di souvenir di Roma che lo hanno accolto con applausi e anche richieste di “selfie”, Salvini ha dichiarato in maniera polemica: “Mi sembra che i profughi in Italia siano ormai gli italiani, perché gli altri hanno diritto a tutto: a casa, albergo, lavoro. Mentre per gli italiani se avanza tempo, se avanza qualche lira, forse c’è qualche risposta, altrimenti niente. Mi sembra un Paese folle quello che dà diritto a chi sbarca oggi e lo nega a chi vive qui da cinquant’anni”.

Da Roma, Matteo Salvini ha poi sostenuto con grande vigore la campagna di Giorgia Meloni e ha una gran fiducia in un suo successo: “Sono fiducioso, io l’ho detto fin dal primo minuto. A Roma non mi interessa partecipare, mi interessa vincere per cambiare. Chi vuole vincere e si sente di centrodestra sa che l’unica candidata possibile a Roma è la Meloni”.

Salvini ha quindi avanzato un pronostico sull’esito elettorale nella Capitale: “Il ballottaggio sarà Raggi-Meloni. Chiedete a Giachetti chi voterà al ballottaggio”.

A proposito delle divisioni interne al centrodestra, con Silvio Berlusconi che appoggia il suo candidato Guido Bertolaso, Matteo Salvini ha detto: “Io sono sempre a disposizione per chiunque, ho il telefono acceso anche di notte”.

Quanto agli urtisti, che gli hanno richiesto un sostegno visto che da mesi non riescono a lavorare, Salvini ha dichiarato: “Proporrò a tutti i candidati sindaco, di centrodestra e centrosinistra, la tutela degli urtisti, un patrimonio che dovrebbe essere di tutti. Spero sia una battaglia comune. Chiamerò Tronca questo pomeriggio per parlare”.

Matteo Salvini ha poi commentato con entusiasmo questa trasferta romana: “Per me è emozionante, anche perché la Lega fino a qualche tempo fa non conosceva Roma, e non faceva molto per farsi conoscere a Roma. Quindi questa settimana Terracina, Latina, Velletri, Roma, mi sento a casa. Le battaglie sono comuni: non chiedono cose strane come riforme della Costituzione o adozioni gay, ma chiedono lavoro, pensioni, soldi, controlli, sicurezza, chiedono quello che chiedono a Milano, a Torino. Quindi sono contento di aver fatto questa scommessa”.