Matteo Salvini dice no all’introduzione del reato di tortura nell’ordinamento giuridico italiano. La Corte europea di Strasburgo lo scorso aprile ha condannato l’Italia per i drammatici fatti del G8 di Genova del 2001 alla Scuola Diaz e da allora si sta pensando di inserire anche nel nostro paese un tale reato, ma il leader della Lega Nord non è d’accordo.

Matteo Salvini ha così partecipato ieri a una manifestazione contro il reato di tortura che si è tenuta davanti a Palazzo Chigi insieme al Sap, il Sindacato Autonomo di Polizia, proprio il giorno prima della giornata mondiale contro la tortura, che si celebra oggi 26 giugno.

Il leghista ha affermato che “La Corte europea dei diritti umani potrebbe occuparsi di altro. Per qualcuno che ha sbagliato non devono pagare tutti. Carabinieri e polizia devono poter fare il loro lavoro. Se devo prendere per il collo un delinquente, lo prendo. Se cade e si sbuccia un ginocchio, sono cazzi suoi”.

Secondo Salvini inoltre: “Idiozie come questa legge espongono le forze dell’ordine al ricatto dei delinquenti”. Il leader della Lega Nord ha poi lanciato anche una frecciatina nei confronti di Alessandro Pansa, dicendo: “L’attuale capo della polizia, Pansa, non è il migliore capo della polizia”.

Il segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia Gianni Tonelli si è espresso pure lui, sebbene con toni un po’ più leggeri rispetto a Salvini, contro l’introduzione del reato di tortura in Italia, che secondo lui sarebbe: “Un vero e proprio colpo di mano contro le forze dell’ordine e contro chi ogni giorno garantisce la sicurezza dei cittadini. […] Il reato di tortura, in Italia, porta con sè un pesante fardello di disprezzo ideologico, il desiderio mai sopito di “dare una lezione” alle forze di polizia e agli operatori, una sorta di vendetta da parte di chi le divise non le ama e non le vuole: basti pensare che tra i promotori della legge ci sono soggetti ben noti ai nostri archivi, gente che ha fatto “carriera” fomentando le piazze e che ora si ritrova in parlamento, (ben) pagata da tutti noi”.

La replica alle parole di Matteo Salvini è arrivata dal capogruppo del Pd in commissione Giustizia Walter Verini: “In queste ore assistiamo a proteste e critiche scomposte da parte dei vari Salvini di turno alla legge che introduce il reato di tortura. Io ritengo che il Parlamento abbia fatto fin qui un buon lavoro, atteso da molti anni, seppur tardivo: lo scorso novembre la Cassazione richiamava il Parlamento per non aver ancora introdotto il reato di tortura nel nostro ordinamento, rendendo l’Italia inadempiente agli obblighi della Convenzione Onu. Quello che deve essere colpito è l’abuso o casi di violenza ingiustificata come, per esempio, quelli alla Diaz su cui, non dimentichiamolo mai, un grande poliziotto come Antonio Manganelli ebbe il coraggio di chiedere scusa”.

Più dura la replica di Nicola Fratoianni di Sinistra Ecologia e Libertà: “A Matteo Salvini, che considera accettabile torturare, evidemente piacerebbe che vivessimo ancora nel Medioevo. Per fortuna non è cosi, segnala solo il livello a cui è sceso per raccattare altri due voti. Sul Sap, abbiamo già detto in passato quale giudizio abbiamo. Non resta che confermarlo”.