La discussa partecipazione di Matteo Salvini a Napoli ha suscitato le più variegate reazioni. Oltre agli scontri in città dei contestatori del leader leghista, anche il mondo politico si è infiammato e si è diviso più che mai.

Il contestatore numero uno della presenza di Salvini a Napoli è stato proprio il sindaco della città, Luigi de Magistris, che su Facebook ha dichiarato: “Renzi e Salvini dicono che io sto con i violenti. Falso. Io non sto con i violenti. Mai. Le mie mani sono pulite e non colluse. Sto con la mia città, che amo e difenderò sempre, e con i napoletani, popolo difficile ma ricco di pace e amore, nonché sto con il popolo tradito dai poteri con le mani sporche di sangue. Sto con tutte le vittime degli atti di violenza. Non sto e non me la faccio con chi è accusato di corruzioni come fa Renzi, travolto sempre di più dalla questione morale, né sto con razzisti come Salvini che odiano Napoli e il Sud”.

Dal Lingotto di Torino, Matteo Renzi se l’è presa con il comportamento di De Magistris, prendendo invece a sorpresa le difese del leader della Lega: “Quando un Sindaco si schiera con chi sfascia la città per non far parlare qualcuno, quella non è una cosa da Pd. Un parlamentare che chiede di parlare lo deve fare anche se si chiama Salvini”.

Michele Emiliano ha invece attaccato Matteo Salvini. Il governatore della regione Puglia e sfidante di Renzi per la guida del Pd ha affermato polemicamente: “Salvini conosce il meccanismo, lo innesca, lo fa detonare e poi finge di essere la vittima; tecnica vergognosa: chi semina vento, raccoglie tempesta”.

E il diretto interessato? Matteo Salvini ha replicato a quanto accaduto a Napoli dicendo: “I manifestanti non erano nelle strade a contestare Salvini, bensì a far casino e dispiace che il sindaco abbia sostanzialmente aperto la strada ai teppisti. Se lasci per la strada ventotto poliziotti e carabinieri feriti, non fai un ragionamento politico; in qualunque Paese civile vai in galera e ci resti per qualche settimana”.