Matteo Salvini rischia di finire a processo. È stata infatti richiesta l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti per vilipendio all’ordine giudiziario. La procedura è stata avviata da Armando Spataro, il procuratore capo di Torino.

Attualmente Salvini si trova in Israele, ma i problemi per lui arrivano dal suolo italiano. La Procura di Torino aveva cominciato già lo scorso febbraio a disporre accertamenti per “verificare la eventuale sussistenza di estremi del reato di vilipendio dell’ordine giudiziario” a carico del leader della Lega Nord. A questo punto, dopo la richiesta avanzata da Armando Spataro, si attende l’ok a procedere dal ministero della Giustizia. In caso di condanna, per Salvini il rischio è quello di una multa fino a 5 mila euro.

Matteo Salvini per il momento non ha ancora commentato riguardo al rischio di finire a processo per vilipendio nei confronti dei magistrati, a causa di alcune sue dichiarazioni ben poco diplomatiche nei loro riguardi.

Attraverso Facebook, Salvini è invece tornato all’attacco dei sindacati: “Monti racconta come nel 2011 hanno rovinato la vita di milioni di italiani: ‘Abbiamo approvato la riforma Fornero semplicemente, i sindacati non ci hanno fatto nessuna rivolta sociale, solo due ore simboliche di sciopero’. Avete capito bene. Tutti insieme complici del disastro italiano. Anche per i sindacati… ruspa”.

Matteo Salvini come nuovo bersaglio se la prende in particolare con l’ex Ministro Elsa Fornero e con la sua riforma: “Con la sua legge infame (votata dal Pd), ha rovinato milioni di italiani! E Renzi non ha mosso un dito per cambiarla. Schifo e vergogna! Vi aspetto questo venerdì, primo aprile, in piazza a San Carlo Canavese (To), paese natale della signora: noi non molliamo!”.

Alle ultime affermazioni da parte di Salvini ha replicato il sottosegretario agli Esteri del governo Renzi, Benedetto Della Vedova, che su Twitter ha dichiarato: “Venerdì marcia intimidatoria di Salvini contro Fornero? Un pesce d’aprile, la sua legge è importante per l’Italia. Servono riformatori, non demagoghi”.