Matteo Salvini continua a essere contestato. Il leader della Lega Nord prosegue nel suo tour nazionale di sostegno ai candidati del suo partito alle Comunali e Regionali del prossimo 31 maggio, ma le manifestazioni di dissenso nei suoi confronti non hanno fine.

Se le contestazioni nei confronti di Matteo Salvini potevano essere più prevedibili nel Sud Italia, e infatti si sono puntualmente verificate sia in Puglia che in Sicilia, erano meno attese nella “sua” Lombardia, dove comunque sono avvenute.

Matteo Salvini si è così visto lanciare uova e vernice anche in quel di Segrate, comune lombardo che fa parte della città metropolitana di Milano. Il leader leghista è stato contestato da un gruppo composto da una cinquantina di giovani che sventolavano bandiere antifasciste e di Rifondazione Comunista.

Quando Salvini è arrivato a Segrate per il suo comizio, è stato accolto dai suoi sostenitori al grido di “Matteo, Matteo!”, ma ha anche ricevuto un’accoglienza decisamente meno calorosa da parte dei contestatori che gli hanno lanciato uova e vernice. A loro, Salvini ha replicato seccamente dicendo: “Questa è la reazione di quattro disadattati, ma adesso devono iniziare a pagare i danni”.

Nel corso del suo comizio, Matteo Salvini contro i contestatori ha poi inoltre dichiarato: “Questa è la testimonianza dell’alto concetto di democrazia che ha la sinistra. Il 31 maggio sarà anche un referendum tra la gente normale ed educata e gli imbecilli, di cui, qui fuori, c’è un’ampia rappresentanza sociale. Non arretreremo neanche di un millimetro.”

Alla fine del comizio di Salvini c’è stata anche una carica della polizia, della breve durata, quando i manifestanti hanno provato a interrompere l’aperitivo elettorale. Tra i cori che i contestatori hanno gridato a Matteo Salvini, c’è pure chi gli ha dato del “fascista” e del “razzista”. A questo punto, quando gli agenti delle forze dell’ordine hanno tentato di allontanare i contestatori, è iniziata la carica.