Matteo Salvini sembra pensare sempre più in grande e vuole allargare ancora di più il suo bacino elettorale. A dispetto del nome, la Lega Nord guarda sempre più a sud, al punto che per il futuro potrebbe arrivare un raduno del partito nell’Italia meridionale.

Dopo il raduno della Lega, che si è tenuto lo scorso weekend come da tradizione a Pontida, piccolo comune lombardo nella provincia di Bergamo, prossimamente potrebbe esserci un appuntamento anche più a sud. Ad annunciarlo è stato lo stesso Salvini.

Dal palco di Pontida, Salvini ha dichiarato: “Amici del sud, siete miei fratelli. Se noi vinciamo, lo facciamo tutti assieme da nord a sud”. E ha annunciato: “Stiamo ragionando su una Pontida del Sud. Ci sono già proposte di località pronte ad accoglierci”.

A non essere per niente convinto di questa apertura di Matteo Salvini all’elettorato meridionale è però l’ex leader della Lega Nord, Umberto Bossi, che ha replicato dicendo: “Finché ci sono io non c’è niente di nazionale, esiste solo il nazional-padano. Il Nord è contro quel che è italiano”.

Di parere contrario alle posizioni di Salvini è anche il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, che ha dichiarato: “Dopo aver dato vita al nuovo Statuto ieri, ho letto oggi che abbiamo dato vita ad una Lega nazionale. Pensate che io ho un nonno che a Bergamo ha fondato un movimento con il motto “Bergamo nazione tutto il resto è meridione” e mi taglio una mano piuttosto che fare uno Statuto nazionale e centralista. La Lega ha sempre una sola finalità che è l’indipendenza della Padania”.

All’ultimo raduno di Pontida hanno partecipato anche un centinaio di attivisti della Lega arrivati dalla Campania, tra cui il sindaco di Roccagloriosa nel Cilento Nicola Marotta e Gianluca Cantalamessa, il figlio dell’ex eurodeputato missino Antonio e coordinatore provinciale di Napoli, che ha commentato in maniera molto positiva l’esperienza: “Siamo stati accolti benissimo. È stata davvero una grande emozione. Sì, certo, con tanti di loro c’eravamo già visti a Roma, in occasione della manifestazione del 28 febbraio in piazza del Popolo per una protesta contro la politica economica del governo. Ma qui, vuole mettere?, era la festa nazional popolare…”.