Wow, wow, wow!“. Non saranno così memorabili le prime parole che Samantha Cristoforetti ha rivolto al pianeta Terra tramite i suoi profili Google+ e Twitter dalla Stazione Spaziale Internazionale; non come “Houston abbiamo un problema”, o la poetica similitudine tra il piccolo passo di Neil Armstrong e il grande balzo dell’umanità. Eppure, quella triplice esclamazione rivela tutto l’inimmaginabile caleidoscopio di emozioni di una ragazza di 37 anni appena diventata la prima astronauta italiana nello spazio: “Il mio primo giorno nello spazio sta per finire e non riesco nemmeno a iniziare a descrivere l’esperienza che ho fatto nelle ultime 30 ore“. Ma ci prova comunque, come promesso, nella speranza di riuscire a trasferire almeno un vago riflesso di una delle avventure più straordinarie che un essere umano possa concepire: meno di 600 persone, fino a questo momento, sono andate nello spazio, una percentuale microscopica di tutti quelli che su questo pianeta sono nati e morti.

Samantha Cristoforetti su Twitter e Google+

Servirebbero giorni per comprendere tutto quello che è successo“, dice il capitano dell’Aeronautica militare e astronauta dell’ESA e dell’ASI. Tra le cose più emozionanti, sorprendentemente, la prima ha poco a che fare con lo spazio profondo: “Salutare la mia famiglia, vestirmi per il lancio, arrivare alla rampa di lancio, salire con l’ascensore, allacciarsi le cinture… e poi il lancio, questa cavalcata selvaggia verso l’orbita e poi un brusco spegnimento dei motori e la sensazione del mio corpo che vuole volare via dal seggiolino. E le prime rapide visioni della Terra: la mia prima alba, le stelle. La prima volta che ho visto la ISS mentre ci avvicinavamo e poi volare attraverso il portellone verso il caldo abbraccio di Sasha, Elena e Butch“. E poi l’immagine più potente di tutte, quella che in pochi nella storia dell’umanità possono vantare di aver visto se non in un film di fantascienza: il tramonto nello spazio.Ci sono solo alcuni secondi durante il passaggio dal giorno alla notte in cui (la Stazione Spaziale Internazionale, ndr) è colpita da un sorprendente bagliore arancione. È capitato esattamente quando ho sbirciato fuori! Mi sento davvero fortunata ad aver avuto una prima vista così unica del nostro avamposto umano nello spazio: è stato un benvenuto così grandioso!“. Dal tramonto all’alba, e questa mattina è stata la volta di un’altra visione impossibile da ridurre in parole. “È stupefacente essere nello spazio, meglio di qualunque cosa io abbia mai potuto immaginare. Oggi ho visto la mia prima alba dalla cupola (della ISS, ndr). #CiaoTerra”.

E siccome non esiste solo lo spazio ma anche il cyberspazio, e le manie da social imperversano anche oltre l’esosfera, ecco che questa mattina Samantha ha pensato bene di condividere preziose informazioni circa la sua colazione (“caffé nero, uova strapazzate reidratate e pesche reidratate: non male“) oltre all’irrinunciabile selfie di gruppo con gli altri colleghi spaziali. Come a dire: puoi andare ovunque tu creda di sentirti lontano, alla fine non sei mai partito.