Nuovi aspetti della vita di San Francesco emergono dalla sensazionale scoperta della seconda più antica ‘vita’ del Santo di Assisi “sconosciuta fino a oggi, contenuta in un manoscritto apparentemente insignificante e assente dai cataloghi delle biblioteche perché parte di una collezione privata” così scrive l’osservatore romano. Si tratta di un piccolo codice “francescano in senso letterale, umile e povero, senza decorazioni o miniature” spiega l’autore della scoperta, il medievista Jacques Dalarun, rimasto per secoli nascosto agli studiosi in un convento del Centro Italia ed oggi acquistato all’asta dalla Biblioteca nazionale di Francia. E’ stato un frate che Vermont, nell’ottobre scorso, a contattare il famoso medievista francese Dalarun non appena coperta l’esistenza di un manoscritto autentico su San Francesco messo all’asta dalla prestigiosa galleria newyorchese Les Enlumineurs. Immediato è stato quindi il coinvolgimento della direttrice del dipartimento manoscritti della Biblioteca Nazionale di Parigi che con 60mila euro ha sbaragliato la concorrenza privata ed è riuscita ad aggiudicarsi il preziosissimo codice.

L’autore del codice sarebbe infatti Tommaso da Celano, biografo ufficiale di San Francesco, già autore della ‘Vita prima’ e della’ Vita seconda’. Il manoscritto si collocherebbe dunque tra le due, costituendo il tanto dibattuto  e anello di congiunzione testuale tra le diverse redazioni della fatica agiografica di frate Tommaso. Ipotesi avvalorata anche dal capofila internazionale degli studiosi della vita di Francesco, André Vauchez, che ha dichiarato come la scoperta “scardinerà l’ordine logico-cronologico-testuale di fonti che ormai eravamo abituati a considerare quasi canonizzate nella loro sequenza e nei loro rapporti reciproci”.

Siamo quindi di fronte alla seconda più antica Vita del santo di Assisi, commissionata e scritta per venire incontro, come scrive lo stesso fra’ Tommaso, all’esigenza di comprendere la vita del Santo in maniera più riassuntiva rispetto alla Vita Prima, troppo prolissa. Un documento di inestimabile valore: un manoscritto così all’apparenza insignificante (un codicetto del formato di dodici per otto centimetri), si ritrova invece al centro di una questione storiografica vastissima e complessa, in corso, senza soluzione di continuità, dal XIII secolo ai giorni nostri. Una scoperta definita da André Vauchez, specialista di storia della santità medievale, la “più importante dell’ultimo secolo”.

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