Oggi, 14 febbraio, si celebra San Valentino da Terni, vescovo romano, martire, patrono degli innamorati e protettore degli epilettici. Da lui prende il nome l’odierna festa degli innamorati, oggi conosciuta e festeggiata in tutto il mondo. La tradizione fu diffusa dai benedettini, primi custodi della basilica dedicata al santo, prima in Italia e quindi in Francia ed in Inghilterra, ma le motivazioni di una tale espansioni restano ancora avvolte dalle nebbie del passato e il confine tra realtà a e leggenda è tanto sottile da non risultare ancora del tutto chiaro. I pareri degli esperti sono discordi, non esistono infatti prove storiche certe ne sui miracoli adoperati dal santo a beneficio di giovani coppie di innamorati, ne sulle antiche origini della festa che celebra l’amore; possiamo tuttavia provare a ricostruire la storia delle più dolce ricorrenza.

La festa di san Valentino sembra nascere, per volere della Chiesa, ai tempi dei romani: a metà di febbraio nell’antichità cadevano infatti le festività romane dei Lupercali, rituali dalle origini antichissime, in merito ai quali sono state formulate nel tempo svariate teorie. Essi vengono generalmente posti in relazione con i rituali di purificazione del mese di febbraio; secondo alcuni sarebbero poi riconducibili all’episodio mitico della lupa che allattò Romolo e Remo, e proprio per questa ragione sarebbero stati per secoli celebrati nella grotta detta Lupercale, sul colle Palatino, dove i due gemelli crebbero allevati dalle cure del leggendario animale. Sono in molti a concordare inoltre sul fatto che la festa discenda da antichi rituali ascrivibili alle prime civiltà agrarie, il cui scopo era tenere lontani i lupi, che nel periodo freddo si avvicinano pericolosamente ai centri abitati ed alle greggi. Per esorcizzare quindi la paura delle fiere, durante i festeggiamenti che accompagnava i Lupercalia, l’irruzione del “caos” era rappresentato attraverso la sfrenatezza, l’amore tra giovani, la sessualità; temi dominanti di una festa che univa al concetto di ricchezza della terra quello di prolificità dell’utero umano, un invito a “seminare” per preparare i tempi nascenti della nuova stagione che sarebbe stata portata dal mese di marzo.

Con l’avvento del Cristianesimo numerose furono poi le lotte intraprese contro feste e riti pagani, tanto che Papa Gelasio I, nel 496 d.c., annullò la festa dei Lupercali istituendo per il 14 febbraio il culto di San Valentino, in onore del santo e martire cristiano Valentino da Terni, il vescovo che aveva dedicato la vita alla sua città, teatro di terribili persecuzioni ai danni dei seguaci di Gesù. Proclamato santo nel 197 d.c. da Papa San Feliciano e patrono degli innamorati, si narra che San Valentino fu il primo ad aver celebrato l’unione tra un legionario pagano e una giovane donna cristiana.

Ancora una volta ci troveremmo quindi di fronte ad una festività pagana, tanto radicata nella cultura popolare che la Chiesa, incapace di sradicarne il culto, ha dovuto istituzionalizzare dotandola di connotati cristiani. Il tramite sarebbe appunto il nostro amato Valentino.

Sulla sua morte esistono differenti versioni, la più diffusa vuole che, durante la sua prigionia, si fosse innamorato della figlia cieca del suo carceriere, alla quale, grazie alla fede, restituì la vista, per inviarle poco prima di venir decapitato, un biglietto di commiato firmato “dal vostro Valentino. Una frase che è entrata nell’immaginario collettivo di tutto il mondo e  che ancora oggi viene largamente usata per indicare una persona davvero innamorata.

Attorno alla figura del santo sono poi nate, nel corso dei secoli, numerose storie e leggende, tra esse “la leggenda dei fiori”, quella di “Sabino e Serapia”, o ancora “la leggenda della rosa della riconciliazione” che racconta come Valentino regalò una rosa  a due innamorati intenti a litigare, pregando il Signore affinché vegliasse su quei giovani. La coppia tornò poi da lui per ricevere la benedizione al loro matrimonio e in breve tempo la storia del santo attento agli innamorati si diffuse ovunque così che da ogni dove iniziarono ad arrivare pellegrini il 14 di ogni mese ed il giorno venne dedicato alle benedizioni degli innamorati.

Ma sebbene la figura di San Valentino (qui tutte le frasi più belle per far innamorare) sia nota anche per il messaggio d’amore da lui propagato, l’associazione specifica con l’amore romantico e gli innamorati è quasi certamente posteriore. Una delle tesi più note è che l’interpretazione di San Valentino come festa degli innamorati si debba ricondurre al circolo di Geoffrey Chaucer, che nel Parlamento degli Uccelli associa la ricorrenza al fidanzamento di Riccardo II d’Inghilterra con Anna di Boemia. Tesi poi smentita da vari studiosi che datano il fidanzamento di Riccardo II al di 3 maggio, giorno dedicato a un altro santo omonimo del martire, San Valentino di Genova.

Pur rimanendo quindi incerta l’evoluzione storica della ricorrenza, ci sono alcuni riferimenti storici che fanno però ritenere che la giornata di San Valentino fosse dedicata agli innamorati già dai primi secoli del II millennio. Fra questi la fondazione a Parigi, il 14 febbraio 1400, dell’”Alto Tribunale dell’Amore”, un’istituzione ispirata ai principi dell’amor cortese che aveva il compito di decidere su controversie legate ai contratti d’amore, i tradimenti, e la violenza contro le donne ed i cui giudici venivano selezionati sulla base della loro familiarità con la poesia d’amore.

La più antica “valentina” di cui sia rimasta traccia risale invece al XV secolo, quando Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra, in una lettera si rivolge a sua moglie con le parole “Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée”.

Infine, dalla metà del secolo scorso, negli Stati Uniti alcuni imprenditori come Esther Howland iniziarono a produrre biglietti di San Valentino su scala industriale dando impulso alla commercializzazione della ricorrenza e, al contempo, alla sua capillare penetrazione nella cultura popolare. La Greeting Card Association stima oggi che ogni anno il 14 febbraio vengano spediti circa un miliardo di biglietti d’auguri, numero che colloca la ricorrenza al secondo posto come numero di biglietti acquistati e spediti, seconda solo al Natale.

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