Il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone ha presentato oggi un’inchiesta sullo stato della sanità italiana nel corso della prima Giornata Nazionale contro la corruzione, alla presenza anche del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

L’indagine si è occupata di 151 strutture sanitarie che hanno dato la loro adesione, grazie alle quali è emerso che il 37% delle aziende sanitarie del nostro Paese ha riscontrato casi di corruzione negli ultimi cinque anni. Un altro terzo, all’interno di questa casistica, avrebbe poi affrontato i casi in oggetto in modo non appropriato e risolutivo.

Forse è ancora più allarmante il dato che riguarda la percezione dei dirigenti delle infrastrutture: secondo il 77% tra costoro gli ospedali di cui sono a capo sarebbero potenzialmente a rischio corruzione. Il 10% addirittura ritiene che questa possibilità sia molto alta. I campi in cui queste fenomeni potrebbero verificarsi vengono identificati nella gestione e affidamento degli appalti (83% e 66% di riscontri positivi nel caso che si parli di beni e servizi o infrastrutture) e l’assunzione di personale (31%).

Lo scenario descritto appare molto preoccupante, nonostante sia stato confermato come il 97% delle strutture sanitarie analizzate abbiano adottato un Codice di comportamento specifico per i dipendenti del settore sanitario, con percentuali simili per quanto riguarda normative sulle procedure d’acquisto, la gestione degli appalti e la salvaguardia dei dipendenti che segnalano casi di corruzione. Secondo successivi controlli, però, sembra chiaro che nella quasi metà dei casi si sia trattato di misure adottate solo in modo formale.

Secondo le stime effettuate da Cantone, che ha definito la sanità “terreno di scorribande per delinquenti di ogni tipo, un mondo in cui ci sono i maggiori interessi economici anche in tempi di crisi”, le perdite economiche per lo Stato costretto a fare i conti con la corruzione e gli sprechi sono di circa 6 miliardi di euro l’anno che vengono sottratti alla ricerca, l’innovazione e l’adeguamento degli standard qualitativi, invero generalmente ancora alti.

Cantone ha poi specificato di non voler puntare il dito sui numeri nello specifico, in relazioni ai quali si è detto cauto, ma ha annunciato che sono pronti interventi mirati, come il varo di “un nuovo piano anticorruzione concordato anche con i tecnici del ministero della Salute”, mentre è previsto a breve “un altro protocollo per andare a controllare come i piani anticorruzione vengono applicati dalle singole Asl.”