Oggi, 11 agosto, la Chiesa celebra la memoria di Santa Chiara d’Assisi, vergine vissuta a cavallo tra il  XII e il XIII secolo. Fondatrice dell’ordine delle Clarisse, o sorelle minori, fu l’interprete degli ideali di san Francesco, il cui modello mise in pratica il più fedelmente possibile. Patrona diffusa in tutto il mondo, non solo delle ricamatrici, ma anche della televisione, fu dichiarata santa da papa Alessandro IV nel 1255 nella Cattedrale di Anagni.

Santa Chiara, al secolo Chiara Scifi, nata nel 1194 dalla nobile e ricca famiglia degli Offreducci, ha appena 12 anni quando Francesco d’Assisi compie il gesto di spogliarsi di tutti i vestiti per restituirli al padre Bernardone. Divenuta donna, forte e determinata, sette anni dopo fugge nella notte lasciandosi alle spalle ogni sicurezza per raggiungere Francesco e i suoi compagni alla chiesetta della Porziuncola. Davanti all’altare della Madonna si tolse gli abiti preziosi per rivestirsi di una semplice tunica: lì Francesco le taglia i capelli per poi condurla al monastero benedettino di S.Paolo, a Bastia Umbra. Così incomincia, sotto la spinta di Francesco d’Assisi, l’avventura di Chiara, figlia di nobili che si oppongono anche con la forza alla sua scelta di vita, ma invano: Chiara non è fuggita “per andare dalle monache”, affascinata dalla predicazione e dall’esempio di Francesco, la ragazza vuole dare vita a una famiglia di claustrali radicalmente povere, come singole e come monastero, viventi del loro lavoro e di qualche aiuto dei frati minori, immerse nella preghiera per sé e per gli altri, al servizio di tutti, preoccupate per tutti. Chiara si rifugia allora nella Chiesa di San Damiano, dove fonda l’Ordine femminile delle «povere recluse» (chiamate in seguito Clarisse) di cui è nominata badessa e dove Francesco detta una prima Regola. Chiara scrive successivamente la Regola definitiva chiedendo ed ottenendo da Gregorio IX il «privilegio della povertà», poi confermato da Innocenzo IV con una solenne bolla del 1253, presentata a Chiara pochi giorni prima della morte.

Il suo corpo venne sepolto a San Giorgio ed in seguito trasferito nella chiesa che porta il suo nome. Nonostante l’intenzione di Innocenzo IV fosse quella di canonizzarla subito dopo la morte, si giunse alla bolla di canonizzazione solo nell’autunno del 1255, dopo averne seguito tutte le formalità, per mezzo di Alessandro IV.

Chiara è oggi considerata inoltre la protettrice delle telecomunicazioni: le cronache raccontano infatti che il giorno di Natale, non potendo assistere alla messa servita da Francesco poiché costretta a letto a causa della sua infermità, sulla parete delle sua cella le apparve una visione della messa e al momento della comunione le si presentò innanzi un angelo che le diede la possibilità di comunicarsi all’ostia consacrata. A seguito dell’episodio, il 17 febbraio 1958, venne dichiarata da papa Pio XII santa patrona della televisione e delle telecomunicazioni.

Per chi volesse approfondire la conoscenza di questa donna straordinaria, su YouTube disponibile l’intero sceneggiato “Chiara e Francesco”, fiction prodotta da Lux Vide, con Ettore Bassi e Mary Petruolo, andato in onda su Rai Uno qualche tempo fa.