Sale la tensione tra Ue, USA e Russia nella crisi in Ucraina (foto by Infophoto). 24 ore dopo la chiusura delle urne in Crimea, il presidente russoVladimir Putin ha firmato un decreto che spiana la strada all’annessione della Pensiola alla ‘madre Russia’, 70 anni dopo l’offensiva dell’armata rossa che decretò la fine dell’occupazione nazista. Nel decreto si prende atto della “volontà espressa dal popolo della Crimea nel referendum del 16 marzo 2014″ con la Russia che riconosce la penisola come “Stato indipendente e sovrano” riconoscendo “uno statuto speciale” per la città di Sebastopoli che per per ora non dovrebbe essere annessa alla Crimea.

Il Parlamento della penisola sul Mar Nero ha proclamato l’indipendenza chiedendo a Mosca lo status di Repubblica e all’Onu il riconoscimento di stato indipendente. Ma la consultazione (QUI I RISULTATI) è stata dichiarata illegale dall’Occidente e gli Stati Uniti sospettano gravi brogli: sarebbero state tantissime le schede già votate e il numero dei votanti sarebbe stato superiore al numero degli abitanti. La moneta ufficiale della Crimea è già diventata il rublo mentre le forze dell’ordine e gli apparati dello stato resteranno in carica fino all’adozione della nuova costituzione.

La reazione dell’Occidente si traduce in un giro di sanzioni. La linea dura del presidente Usa Barack Obama non è stata finora seguita dall’Unione Europea che ha comunque inserito 21 persone nella lista delle “misure restrittive”. Sono 13 russi (8 parlamentari e 3 comandanti militari) e degli 8 leader ucraini filo-Mosca: al primo posto l’autoproclamato premier della Crimea Sergei Aksyonov in compagnia anche del vicepresidente della Duma, Sergei Zheleznyak, sottoposti (per sei mesi) alla sospensione dei visti e al congelamento di fondi all’estero perché accusati di destabilizzazione separatista della Crimea.

“Tra loro non ci sono membri del governo, né giornalisti, né rappresentanti di società e aziende – ha affermato il ministro degli Esteri Federica Mogherini —. Non possiamo andare verso un conflitto ai confini dell’Europa. Bisogna evitare che la Russia cada nella tentazione dell’isolamento internazionale”. Un peso politico ben diverso hanno le misure prese dalla casa Bianca nei confronti di 11 tra stretti collaboratori di Putin e lo stesso ex presidente ucraino Ianukovich, attaccati con sanzioni economiche e nei viaggi. Gli USA puntano a colpire l’economia di Mosca e si aspettano un vantaggio del 3% nel cambio tra il dollaro e il rublo. I leader europei dovranno poi decidere sull’eventuale annullamento del vertice G8 in programma a Sochi a giugno.