Botta e risposta. Prosegue la pericolosissima partita a scacchi fra Unione europea (le cui pedine sono però mosse dagli Stati Uniti) e Russia, sul tavolo di gioco dell’Ucraina. Nel giorno in cui dovrebbero venire formalizzate le nuove sanzioni europee mirate contro i giganti energetici russi, da Mosca stanno per arrivare le contromosse; nello specifico, contro-sanzioni. Questa volta il presidente Vladimir Putin non parla direttamente, ma manda avanti Dmitrij Medvedev ad esprimere il suo pensiero.

Il primo ministro, a sua volta capo del Cremlino durante la “pausa” di quattro anni di Putin, ha rilasciato una dichiarazione alla stampa di casa che non lascia presagire niente di buono: “Se ci saranno sanzioni connesse all’energia dovremmo rispondere in modo asimmetrico, ad esempio con restrizioni nella sfera del trasporto aereo“. Medvedev ha poi aggiunto che lo scontro sulle sanzioni “non porta alla pace in Ucraina, ma al contrario minaccia il sistema di sicurezza globale“.

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