È ufficiale. Adesso c’è l’ok della provincia che autorizzerebbe l’abbattimento di circa 300 volpi su mille che si aggirano – come riporta il Corriere.it – sulle colline del territorio del Lago di Garda. Sul piede di guerra le associazioni a difesa degli animali che hanno mostrato dissenso nei confronti di quello che viene definito un “contenimento” della specie più che una “eradicazione della volpe”. A fare chiarezza su questo drastico provvedimento è il consigliere delegato della Provincia, Diego Peli, che spiega: “La competenza è regionale. Ogni anno ci viene chiesto di fare un prelievo forzoso di animali selvatici: le volpi, come nutrie o cinghiali, vengono cacciati anche per tutelare gli equilibri delle diverse specie” ha dichiarato.

Le volpi sono circa 1000

Il rischio, dunque, sarebbe che le volpi possano uccidere le lepri, i fagiani o altri animali che si aggirano nel territorio del lago di Garda, interessato dall’abbattimento di circa 300 volpi su mille (questi i numeri forniti al momento, ndr).

Dunque, proprio per questa ragione, dal 17 settembre al 31 gennaio, ci saranno in circolazione una serie di cacciatori, tutti autorizzati, che potranno sparare alle volpi sul territorio del lago di Garda. L’obiettivo è quello di catturare il doppio delle nutrie. Ma le associazioni a difesa degli animali, naturalmente, non sono affatto d’accordo.