Dopo 15 ore di fermo e l’interrogatorio al commissariato di polizia di Nanterre, il giudice istruttore di Parigi ha formalizzato le accuse nei confronti di Nicolas Sarkozy, ex presidente della Francia: corruzione, traffico di influenze e violazione del segreto istruttorio. Il provvedimento è stato adottato nella notte tra martedì 1 e mercoledì 2 luglio ed è stato richiesto dalla Procura nazionale. Il fermo è prorogabile per altre 24 ore, dopo di che Sarkozy dovrà essere rilasciato, oppure sottoposto a nuove misure cautelari.

Il fermo nei confronti dell’ex presidente della Repubblica transalpina è stato attuato relativamente alla fuga di notizie sul provvedimento d’intercettazione nei suoi confronti; quest’ultimo è legato all’inchiesta su presunti finanziamenti illeciti da parte della Libia di Gheddafi alla campagna presidenziale del 2007, dopo la quale Sarkozy fu eletto. L’inchiesta che ha portato al fermo vuole accertare se l’ex presidente, durante la sua carica, abbia o meno promesso ad un giudice una carica di prestigio in cambio d’informazioni sulla decisione d’intercettarlo.

Sarkozy ha più volte ripetuto di essere vittima di accanimento da parte della magistratura. Negli ultimi tempi sono circolate parecchie voci su un un suo possibile ritorno in politica in vista della campagna presidenziale per il 2017.

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