Emergono nuovi inquietanti dettagli sulla coppia omicida dell’ospedale di Saronno, in provincia di Varese.

Leonardo Cazzaniga, medico anestesista di 60 anni, e Laura Taroni, infermiera di 40, sono stati fatti oggetto di una serie di intercettazioni che lasciano intuire il rapporto criminale e affettivo tra i due, scaturito non solo nella morte di quattro pazienti, ma anche del marito di lei, Massimo Guerra.

Sembra che già da luglio scorso i due fossero a conoscenza di un’indagine aperta dalla Procura intorno alle morti sospette avvenute nel pronto soccorso dell’ospedale tra il 2012 e il 2013. Nelle telefonate intercettate dagli agenti preposti all’indagine i due parlano della morte di Guerra, avvenuta il 30 giungo 2013, e della madre, con tutta probabilità uccisa anch’essa per la sua contrarietà alla loro relazione: Cazzaniga si congratula con la compagna per l’idea di aver voluto cremare i due corpi, in modo da eliminare completamente tutti i residui dei farmaci e del veleno fatti assumere ai due.

L’indagine all’interno delle corsie dell’ospedale di Saronno sta però convincendo gli inquirenti della possibilità che quella messa in atto dalla coppia sia stata una vera e propria strage: non solo i cinque omicidi accertati, dunque, ma almeno altri dodici decessi.

Secondo i testimoni interrogati dagli agenti Cazzaniga decideva della vita e della morte dei pazienti che arrivavano al pronto soccorso, non importava se fossero malati terminali o meno. A tutti venivano somministrate dosi letali di farmaci (clorpromazina, midazolam, morfina, propofol, promazina) “per via endovenosa, in sovradosaggio e in rapida successione tra loro”.

A quanto pare lo stesso Cazzaniga si vantava delle sue imprese con gli altri medici, appellandosi “l’angelo della morte”. Ma la copertura dei suoi misfatti sarebbe stata totale, tanto che oggi sono 11 i medici finiti sotto inchiesta per omessa denuncia, favoreggiamento personale e falso ideologico. Tra loro anche il primario del pronto soccorso e due direttori sanitari.

Stando agli infermieri che hanno parlato con la polizia, Cazzaniga “voleva cagionare la morte di pazienti anziani o oncologici che nella sua visione non meritano di essere curati perché destinati a morire in breve tempo. Cazzaniga non fa mistero delle sue idee su questi pazienti tanto che l’ho sentito più volte dire io sono Dio. Non mi risulta che per nessuno dei casi sospetti vi sia stata la richiesta dei pazienti a Cazzaniga di porre fine alla loro vita, ma che sia sempre stata una scelta deliberata”.

L’applicazione di quello che veniva chiamato “il protocollo Cazzaniga” era dunque nota a quasi tutti i membri dello staff medico. Oggi i familiari delle vittime sono sotto shock e chiedono di sapere la verità in merito a quanto avvenuto ai loro cari.