Continuano le ricerche dei cadaveri nel relitto del peschereccio naufragato a Lampedusa: sono 232 le vittime finora recuperate. Lunedì pomeriggio, grazie a condizioni meteo sono favorevoli, i palombari della Marina sono enrati nello scafo che contiene ancora decine di corpi.  Intanto sulle coste della Sicilia è atteso un barcone con a bordo circa 250 immigrati, in maggioranza siriani e palestinesi: l’imbarcazione è stata avvistata lunedì sera a circa 60 miglia a largo della costa siracusana di Calabernardo, tra Avola e Noto. La Centrale operativa delle capitanerie di porto ha inviato sul posto l’imbarcazione più vicina, un mercantile battente bandiera panamense. Il mercantile dovrebbe arrivare a Catania intorno alle 4 di martedì mattina.

Intanto è arrivato l’appello dal Capo dello Stato che ha precisato: “C’e’ l’asilo, che è cosa diversa dall’immigrazione. Al centro della nostra attenzione c’e’ un’ondata di profughi, che non sono migranti, legali o illegali. Sono un’altra cosa” ha detto Giorgio Napolitano. In molti hanno parlato di scarso impegno europeo e in difesa dell’Italia si schiera il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz. In un’intervista alla Bild il politico tedesco ha definito “una vergogna il fatto che l’Ue abbia lasciato l’Italia per così tanto tempo da sola ad affrontare il flusso di profughi dall’Africa”. Per Schulz, eletto all’Europarlamento nelle file della Spd tedesca, “in futuro i profughi dovranno essere meglio ripartiti tra i Paesi europei, significa anche che la Germania deve accogliere più gente”. Del problema, il Parlamento europeo ne discutera’ durante la seduta plenaria di domani a Strasburgo.

Il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri sottolinea quanto sia “indispensabile che l’Europa sia con noi in queste operazioni”. Martedì 9 ottobre sull’isola si recherà il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso per discutere con le autorità italiane di “possibili ulteriori misure da prendere e azioni concrete da sviluppare a livello nazionale ed europeo per far fronte alla spinosa questione dei rifugiati e alle difficoltà degli Stati membri colpiti dal fenomeno”. Tra le misure anche possibili “azioni congiunte con paesi terzi” precisa una nota della Commissione Ue.