Si chiama Jamil Mahmood, ha appena 21 anni e viene dalla Tunisia: è il presunto scafista arrestato dalla polizia di Ragusa, secondo il quale sarebbe stato il pilota del barcone partito dalla Libia che trasportava 360 migranti (provenienti da Etiopia, Siria, Marocco ed Egitto e Bangladesh) e che sabato scorso è stato soccorso da una nave battente bandiera irlandese che li ha aiutati a sbarcare a Pozzallo.

Il ragazzo è accusato del reato di associazione a delinquere finalizzata all’ingresso clandestino di cittadini extracomunitari: tra le aggravanti riscontrate dalle forze dell’ordine ci sarebbe l’alto numero di persone presenti sul barcone, con conseguente esposizione a serio rischio della vita, per non parlare delle condizioni disumane cui i migranti sarebbero stati sottoposti.

Le circostanze non semplici dell’arresto indicano però che alcuni dei clandestini avrebbero agito in modo da coprire il presunto scafista, fornendo false testimonianze e rallentando in questo modo le indagini degli investigatori. Forse perché consapevoli degli accordi bilaterali firmati da Italia ed Egitto a tema rimpatrio.

In una tasca “segreta” cucita internamente nei pantaloni del ragazzo sono stati trovati dei dollari americani, probabilmente frutto dell’operazione, e una sim card. Dall’inizio dell’anno sono stati circa 80 gli scafisti catturati dalla polizia della provincia di Ragusa, mentre nell’intero 2014 gli arresti sono arrivati a circa 200 unità.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, durante l’annuale Conferenza degli Ambasciatori, si è recentemente pronunciato sulle responsabilità dell’Unione Europea per quanto riguarda l’immigrazione: “L’UE fa meno di quanto dovrebbe fare e questo atteggiamento sorprende; sono alla prova i valori su cui l’Europa si fonda. La politica dell’immigrazione richiede intelligenza e visione. Aiutare chi chiede aiuto, salvare chi sta annegando è un dovere elementare.”

E in questo contesto il politico non ha perso l’occasione per sottolineare il ruolo di primo piano svolto dall’Italia: “Siamo un Paese impegnato nel rispetto dei diritti umani, nella ricerca della pace, nello sviluppo economico e sociale come dimostra la nostra partecipazione nelle principali missioni internazionali“.