Aggiornamento: Si sta lentamente ricomponendo la crisi diplomatica tra i governi europei e la Bolivia. Progressivamente le varie autorità nazionali stanno concedendo all’aereo del presidente Morales il permesso di sorvolare i rispettivi spazi aerei. L’Italia, secondo una notizia confermata da una dichiarazione dell’ambasciatore boliviano nel nostro Paese, ha concesso l’autorizzazione. Il via libera è stato dato anche dalla Francia e dalla Spagna, dove il velivolo farà scalo prima dell’ultima tappa verso il ritorno in Bolivia.

Notizia: Una notte che si ricorderà a lungo il presidente boliviano Evo Morales dopo che il velivolo su cui viaggiava, proveniente da Mosca, è stato costretto ad atterrare a Vienna dopo il divieto da parte di Francia e Portogallo (si era inizialmente parlato anche di Spagna) perché sospettato di ospitare la ”talpa” del datagate, Edward Snowden.

Durante una conferenza stampa di emergenza a La Paz il ministro degli Esteri boliviano, David Choquehuanca, ha denunciato quella che è ritenuta “una ingiustizia nata da sospetti senza fondamento”, dopo aver negato che Edward Snowden si trovasse a bordo dell’aereo con il quale il presidente Evo Morales stava rientrando nel suo paese dopo un vertice del Foro dei Paesi Esportatori di Gas.

Il ministro della Difesa boliviano, Ruben Saavedra, è stato più duro dichiarando addirittura che questa notte “è stata messa a rischio la vita del presidente Morales”, aggiungendo “Il signor Snowden non ha mai avuto alcun contratto con le nostre autorità e ancora meno poteva essere a bordo. E’ una bugia degli Stati Uniti utilizzata poi da alcuni governo europei, in questo caso Francia e Portogallo”.

Anche l’Italia, oltre a Portogallo e Francia, avrebbe vietato l’ingresso nel proprio spazio aereo al jet del presidente della Bolivia Evo Morales. Lo dice il ministro della difesa boliviano Ruben Saavedra, citato da Afp e Reuters, a Vienna con Morales. Mancano conferme ufficiali da parte delle autorità italiane.

La Paz e Caracas intanto hanno chiesto una riunione di urgenza dell’Unasur, il gruppo regionale sudamericano creato anni fa dal Hugo Chavez, il presidente venezuelano scomparso a marzo. Intanto il successore di Chavez, il presidente Nicolas Maduro ha dichiarato che la ‘talpa’ dell’operato della NSA deve essere “protetta”, ricordando che Snowden è un giovane “che ha osato dire delle verità sul tentativo dell’impero americano di controllare il mondo”

Sul divieto imposto al volo di Morales da parte di Lisbona e Parigi, il presidente venezuelano ha commentato: “è un attentato e un’aggressione brutale”, con il ministro degli esteri venezuelano, Elias Jaua, a fargli eco: “Chiediamo ai paesi dell’America Latina di pronunciarsi”.

Snowden, tramite l’organizzazione Wikileaks, nella giornata di ieri ha fatto sapere di aver chiesto asilo a diversi paesi tra cui l’Italia, che ha risposto che “nonostante la richiesta sia arrivata in modo anomalo, via fax, la si sta valutando e a breve verrà data risposta”, “La mia sensazione è che difficilmente verrà accolta la domanda”, è stata l’opinione del presidente del Copasir, Giacomo Stucchi, intervistato da SkyTg24.