Non risulta che la privacy dei cittadini italiani sia stata violata da attività condotte da organismi informativi nazionali o da questi svolte in collaborazione con servizi di intelligence stranieri“. Lo ha detto il presidente del Consiglio Enrico Letta alla Camera, nella prima mattinata del 20 novembre, durante un’informativa sullo scandalo Datagate. Tra le innumerevoli rivelazioni partite dai documenti trafugati da Edward Snowden, si suggeriva anche una collaborazione attiva da parte dei servizi segreti italiani nelle operazioni di monitoraggio delle comunicazioni dei politici in tutto il mondo operate dalla Nsa nel programma Prism.

Letta (foto by InfoPhoto) ha detto chiaramente: “I nostri servizi di informazione non effettuano intercettazioni di dati in maniera difforme da quanto previsto dalle norme del nostro ordinamento. I servizi italiani non hanno mai partecipato, nè hanno mai ricevuto richiesta di partecipare ai programmi Prism e Tempora“. Il premier ha poi aggiunto: “In nessun modo l’attività svolta dai nostri servizi in collaborazione con organismi di intelligence stranieri è rivolta verso obiettivi italiani ed escludo che vi sia uno scambio massivo di dati su cittadini italiani, così come escludo l’esistenza di accordi che consentano l’acquisizione da parte di terzi di dati relativi alle comunicazioni nazionali“.

Gli americani avevano però chiesto l’aiuto dell’Italia: “I servizi italiani hanno invece ricevuto una proposta di collaborazione finalizzata alla condivisione di dati non riguardanti cittadini italiani e la proposta è stata declinata in quanto ritenuta incompatibile con il quadro giuridico nazionale“.