Da spie a spiati. Se ieri il quotidiano inglese The Guardian aveva scritto che anche l’Italia collaborava con l’Nsa nella raccolta di dati personali nell’ambito del famigerato programma Prism, oggi le cose sono un po’ differenti. Infatti lo scandalo Datagate, nato dalle rivelazioni fatte dall’ex analista Cia Edward Snowden, aggiunge ogni giorno nuovi capitoli. Il Guardian ha rimosso dal proprio sito web i riferimenti al ruolo del nostro Paese in questa faccenda. Oggi invece scrive che anche nelle ambasciate italiane sarebbero state piazzate cimici dagli americani (foto by InfoPhoto).

Fonti dei servizi segreti italiani hanno parlato di collaborazione con gli Stati Uniti in funzione antiterrorismo, ma non per la raccolta di dati personali. E definiscono le voci su una parte attiva dell’Italia nelle operazioni di spionaggio come falsità veicolate da un personaggio inaffidabile.

E la Commissione europea minaccia di non sedersi nemmeno al tavolo dei negoziati commerciali con gli Usa, se c’è il sospetto che i propri delegati possano essere spiati. Catherine Ashton, responsabile della diplomazia per l’Unione europea, ha fatto sapere di aver preso contatti con le autorità americane “Per avere chiarimenti urgenti sulla veridicita’ dei fatti”.