Nuove rivelazioni sul Datagate che interessano direttamente noi italiani e europei. Uno scoop del Guardian, in prima fila in questa battaglia, che citando una nuova “talpa”, Wayne Madsen, ex militare USA che ha lavorato per la National Security Agency, ha svelato che sette paesi europei, tra cui l’Italia, collaborano con gli Stati Uniti nella raccolta di dati personali come da accordi internazionali di intelligence.

Madsen, che ha lavorato 12 anni alla NSA, ha fatto i nomi di Danimarca, Olanda, Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna e Italia. Le rivelazioni dell’ex lavoratore alla NSA, che ha dichiarato di voler uscire alo scoperto perché stanco dalle “mezze verità” fornite dai politici su qeusta faccenda, sono state fatte durante un’intervista pubblicata sul blog PrivacySurgeon.org, poi ripresa dal Guardian, secondo la fonte questa prassi vige dalla seconda guerra mondiale, prima ancora che internet arrivasse nelle nostre vite.

Oltre a questo un’altro scoop nella giornata, dello Spiegel online, ha scosso il mondo e indignato il presidente del Parlamento europeo Shulz che ha chiesto subito spiegazioni su quanto uscito sui media. Il settimanale tedesco ha rivelato che la NSA ha spiato le sedi diplomatiche, entrando anche all’interno dei computer per aver accesso a documenti top secret della diplomazia europea. Secondo il giornale tedesco presa di mira in queste operazioni è la rappresentanza Ue presso le Nazioni Unite e in documenti della NSA che sono stati visti dai giornalisti tedeschi, gli europei vengono definiti come un “obiettivo di attacco”.

“Se è vero, è un enorme scandalo” sul quale “gli Usa devono dare immediate spiegazioni”, ha replicato immediatamente il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz all’Ansa appena è venuto a sapere di questo scandalo. Se lo spionaggio a danno dell’Ue fosse confermato, “incrinerebbe gravemente il rapporto con gli Usa ed avrebbe serie conseguenze su ogni tipo di relazione”, ha sottolineato Schulz.

Secondo il settimanale tedesco, circa cinque anni fa i responsabili della sicurezza Ue, a causa di disturbi nelle telefonate, si sono accorti che alcune delle comunicazioni del Justus Lipsius, il palazzo che ospita il Consiglio Ue e i vertici dei leader europei, venivano intercettate a distanza. Le ricerche avviate a quel momento hanno permesso di scoprire che le intercettazioni erano gestite da una delle aree schermate accanto al quartier generale della Nato, nella vicina Evere, dove la NSA si era installata. Nel Justus Lipsius, ogni singola delegazione europea dispone di spazi privati, con linee telefoniche e collegamenti Internet. in questa sede potrebbero essere anche state registrate comunicazioni sensibili tra capi di Stato e di governo europei. (foto by InfoPhoto)

Intanto sul fronte Snowden, la spia che ha fatto conoscere al mondo le operazioni della NSA sul suolo americano e internazionale e che è ancora nella zona transiti dell’aeroporto moscovita di Sheremetevo, è notizia di giornata che il vice presidente USA, Joe Biden, ha parlato di lui con il presidente dell’Ecuador Rafael Correa, paese nel quale Snowden vorrebbe rifugiarsi, chiedendogli di respingere la richiesta di asilo politico avanzata dall’ex CIA.

Correa inizialmente sembrava intenzionato ad accoglierlo ma poi si è sempre più tirato indietro dato che i rapporti tra i due paesi sono già molto tesi dopo l’affaire Assange, fondatore di Wikileaks, dal 2012 rifugiato nell’ambasciata ecuadoriana a Londra.