Il sistema di mazzette c’era eccome e non aveva niente da invidiare a quello emerso oltre venti anni fa nelle inchieste su Tangentopoli. Lo scandalo sugli appalti per l’Expo 2015 di Milano comincia a prendere forma nei suoi numeri. L’imprenditore Enrico Maltauro è stato arrestato una settimana fa insieme all’ex Dc Gianstefano Frigerio, all’ex Pci Primo Greganti, all’ex Pdl Luigi Grillo e all’ex Udc Sergio Cattozzo, oltre che all’ex manager Angelo Paris.

Durante l’interrogatorio di fronte ai magistrati, circa nove ore il 14 maggio, Maltauro ha confermato l’esistenza di una sorta di “cupola degli appalti”, com’è stata definita in questi giorni. Ha detto di aver dovuto adeguarsi a questo sistema per poter lavorare. Maltauro ha affermato che gli sono state chieste tangenti per 1,2 milioni di euro per aggiudicarsi gli appalti legati all’evento milanese (foto by InfoPhoto); di questo importo, l’imprenditore vicentino ne avrebbe già pagato metà e promesso di pagarne il resto. Anche Cattozzo è stato interrogato, per circa quattro ore, confermando l’esistenza di appalti truccati.